Aggredisce i familiari con una roncola

Minuti drammatici in una casa di Silì: il 25enne voleva soldi. Ha danneggiato la casa e la macchina prima dell’arresto

ORISTANO. Ubriaco e con una roncola in mano, minacciava di uccidere i genitori e il fratello: è questa la scena che si sono trovati davanti gli agenti della squadra Volanti della Questura che due sere fa a Silì, sono riusciti a scongiurare il peggio. Daniele Vargiu, 25 anni, disoccupato ora rinchiuso nel carcere di Massama, era rientrato a casa e forse voleva che avere del denaro, ma al rifiuto, ha reagito in maniera violenta.

Ha preso un coltello e minacciato di morte i familiari. Il padre e il fratello sono però riusciti a disarmarlo e, non senza fatica, a rinchiuderlo in cucina. Il giovane ha però sfondato la porta, è uscito dalla casa con una sedia e si è scaraventato sull’automobile del padre, colpendola come una furia, fin quasi a demolirla. Poi ha preso una roncola dal garage, è rientrato in casa minacciando di nuovo di uccidere i genitori e il fratello.

Sono stati i vicini, spaventati dalle urla che provenivano dall’abitazione, a telefonare al 113. Dalla questura sono state mandate due Volanti. Gli agenti dapprima hanno cercato di convincere a parole il ragazzo a smetterla. Fallito questo tentativo, c’è voluto l’intervento di quattro poliziotti per riuscire a disarmare e immobilizzare il giovane che è stato ammanettato e poi portato in questura, prima del trasferimento al carcere di Massama.

Daniele Vargiu è accusato di minacce aggravate, atti persecutori, maltrattamenti in famiglia e danneggiamenti. Purtroppo non è un caso isolato: dall’inizio dell’anno è la quinta misura cautelare che la polizia di Stato di Oristano esegue su disposizione della procura della Repubblica per reati connessi a violenza di genere, maltrattamenti in famiglia e atti persecutori. «Ormai sono questi i reati più diffusi – spiega il dirigente della squadra mobile, Samuele Cabizzosu –. Grazie all’attivazione dei codici rossi, si riesce a intervenire in maniera più tempestiva e di conseguenza, a tutelare meglio le vittime».

Il dirigente spiega come la violenza di genere sia un fenomeno trasversale, nel senso che a rendersene responsabili possono essere persone di qualsiasi età e ceto: giovani magari disoccupati, con problemi di alcool e droga, come in questo caso; ma anche adulti con una solida posizione lavorativa, sociale ed economica o anziani. «L’anno scorso, ad esempio, ci siamo occupati anche di casi di donne maltrattanti – dice ancora –. È un fenomeno che ha radici culturali e agendo sulla cultura del rispetto, investendo molte risorse, si potrà sconfiggerlo. La Questura in tutte le proprie componenti continuerà nell’impegno instancabile a tutela dei soggetti fragili, vittime di violenza e minori».

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