«Rispettate le norme contro il virus»

L’arcivescovo Carboni ha ribadito le regole che i sacerdoti devono rispettare

ORISTANO. Probabilmente c'è chi tende a dimenticare che nei luoghi di culto vigono regole ferree in materia di prevenzione del coronavirus, e anche tra gli stessi ministri della Chiesa non sempre le norme vengono applicate alla lettera, se il capo di una diocesi ha avvertito l'urgenza di richiamare all'ordine fedeli e religiosi. L’arcivescovo di Oristano Roberto Carboni ha diffuso una sorta di promemoria sulle misure anti-contagio contenute nel protocollo d'intesa siglato un anno fa da Cei e Governo. Il presule ricorda le norme a cui devono attenersi praticanti e laici nei luoghi adibiti al culto, ma è soprattutto sui doveri dei sacerdoti che indugia. Nel documento non viene tralasciato nulla: dall'osservanza delle tre regole-base su distanziamento, dispositivi di protezione e igienizzazione, al divieto di condividere oggetti e suppellettili o di formare cortei, compresi quelli funebri. Una regola che in qualche caso viene disattesa, e non solo in alcune parrocchie della diocesi di Oristano. Il vescovo non ammette deroghe, raccomanda a tutti di attenersi alle disposizioni e ricorda ai sacerdoti che è loro preciso compito osservarle ed esigerne il rispetto in nome della vita e della salute di ciascun individuo. C'è un altro passaggio a far presumere che il richiamo non sia generico né casuale, e cioè il riferimento all’ingresso dei presbiteri nelle abitazioni private, consentito solo per le unzioni agli infermi e la somministrazione della Comunione. Tale regola non contempla quindi la benedizione all'interno delle case che qualche parroco avrebbe fatto subito dopo Pasqua con il potenziale rischio di essere contagiato o di veicolare il virus. (mac)

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