Ucciso a Genoni, si apre il processo

Francesco Fenu è accusato di aver finito con due fucilate Roberto Vinci

GENONI. Lui, l’imputato, ieri mattina non era in aula. Francesco Fenu, 24 anni, di Genoni, accusato di aver ucciso a fucilate un suo compaesano, ha seguito in video conferenza, dal carcere di Uta dove è rinchiuso dalla fine di gennaio dell’anno scorso, la prima udienza del processo a suo carico, che si svolge in Corte d’Assise, a Cagliari.

La vittima, Roberto Vinci, di 48 anni, morì in ospedale poche ore dopo il ricovero, ma con quel filo di voce che gli era rimasto, riuscì comunque ad indicare agli investigatori, due carabinieri che conosceva e dei quali si fidava, il nome del suo assassino, che conosceva bene.

Francesco Fenu, che allora aveva 23 anni ed era conosciuto dai carabinieri per qualche piccolo precedente, venne rintracciato poche ore più tardi e sottoposto all’esame dello stub, che confermò che quel giorno avesse sparato. Alla fine di gennaio dell’anno dopo, i carabinieri, arrestarono il giovane, con l’accusa di esser stato lui, la sera del 18 agosto del 2019, nelle campagne di “Prosperu”, alla periferia del paese, ad esplodere due fucilate contro Vinci che, in bicicletta, faceva rientro a casa. Rispondendo alle domande del pm Nicoletta Mari, i carabinieri della Compagnia di Isili e del nucleo investigativo del Comando provinciale di Nuoro, ieri hanno ricostruito la dinamica dell’omicidio. Hanno raccontato che Vinci (con un passato turbolento ma che aveva saldato tutti i suoi conti con la giustizia, avendo scontato in carcere la condanna per l’omicidio di un benzinaio durante un tentativo d rapina, avvenuto molti anni prima ad Ales), dopo esser stato raggiunto dalle fucilate una alla spalla, l’altra a una gamba, riuscì comunque a percorrere ancora un centinaio di metri con la bicicletta. Trasportato all’ospedale Brotzu di Cagliari, morì poche ore dopo.

Quasi un anno dopo l’arresto, Francesco Fenu, confessò l’omicidio, collaborando con gli investigatori, aiutando i carabinieri nelle indagini, indicò dove aveva nascosto il fucile usato quella sera.

Fenu è difeso dagli avvocati Luigi Porcella e Francesco Marongiu. La famiglia di Roberto Vinci, invece, si è costituita parte civile con l'avvocato Alberto Curreli. Si torna in aula il 26 maggio. (m.c.)

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