Dalla cassaforte spuntano la cocaina e una pistola rubata

Arrestato un meccanico di 32 anni di Baratili San Pietro Oltre alla droga, l’arma legata a un furto del 2009 a Olbia

BARATILI SAN PIETRO. Guardando la fedina penale si direbbe che era un insospettabile. A giudicare però dalla rapidità con cui gli agenti della Squadra mobile sono intervenuti, c’è quasi la certezza che il 32enne meccanico fosse nel mirino della polizia già da prima. Il blitz che ha portato all’arresto di Nicola Contu per detenzione di stupefacenti e per il porto di una pistola è scattato lontano da casa sua, nella zona artigianale di Siamaggiore a ridosso della Statale 131. Lì stava aprendo un’officina che, ufficialmente, sarebbe dovuta diventare operativa nelle prossime settimane. Forse però Nicola Contu ci stava già lavorando, sicuramente ci andava spesso.

La riprova è in quel che il personale della questura coordinato dal dirigente Samuele Cabizzosu ha ritrovato all’interno dell’officina. Alla vista dei poliziotti Nicola Contu ha subito indicato la cassaforte e lì erano il piccolo tesoro di droga, tutto ancora da preparare e poi da vendere, e la pistola. Quest’ultima è un’arma che risulta rubata in un furto in una casa di Olbia avvenuto nel 2009 ai danni di una persona di Buddusò che, nel giorno in cui i ladri si fecero vivi, l’aveva lasciata sul comodino. Oltre a tutto il resto, si presero così la Beretta calibro 6,35 che poi, non si sa come, è finita nelle mani del meccanico di Baratili.

Non è un’arma che solitamente si usa per commettere omicidi o crimini di sangue particolarmente efferati, ma le indagini sono ancora da fare e potrebbero anche riservare sorprese, visto che la pistola ora verrà esaminata per vedere se sia stata usata in occasione di altri reati. Si pensa potesse essere più utile a Nicola Contu, che aveva con sé anche il caricatore con otto proiettili, come arma di difesa. Il collegamento con la sua presunta attività di spaccio viene spontaneo, visto che la stessa cassaforte custodiva anche una decina di grammi di cocaina purissima.

Significa che era droga ancora da tagliare e da cui si sarebbero potute ricavare circa cinquanta dosi per un valore attorno ai 4mila euro da ricavare dalla vendita al dettaglio. Proprio a questo fanno pensare la presenza di un bilancino di precisione e di una serie di involucri nei quali la droga sarebbe dovuta essere contenuta. La cassaforte, peraltro, custodiva anche 26mila euro in contanti che i poliziotti hanno dapprima collegato all’attività di spaccio, salvo poi accogliere le spiegazioni date dall’arrestato e quindi non procedere col sequestro della somma che sarebbe il frutto di alcune compravendite lecite effettuate in contanti.

Che fine farà ora Nicola Contu lo si saprà nelle prossime settimane. Al processo per direttissima, l’avvocato Graziano Flore ha infatti chiesto i termini a difesa dopo che il giudice aveva convalidato l’arresto su richiesta del pubblico ministero. Successivamente è stata decisa la misura degli arresti domiciliari. Intanto le indagini vanno avanti per capire quale fosse il punto di collegamento tra Nicola Contu e il mondo dello spaccio di droga.

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