Lavori sulla 292, si va avanti adagio
La Provincia costretta a spendere altri 200mila euro per non chiudere il cantiere
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ORISTANO. Ritardi colossali, opere contestate dai cittadini e ora una nuova spesa per le casse della Provincia, pari a 200 mila euro.
Non si può nemmeno dire che vada avanti a passo di lumaca, il cantiere per l'adeguamento della 292 fra il Rimedio e la statale 131.
Se le chiocciole, infatti, procedono lentamente ma con costanza, in questo caso sarebbe più ragionevole parlare di lavori a singhiozzo.
Ogni tanto gli operai della So.Ge.La., la ditta che è subentrata qualche anno fa nell'appalto della Provincia affidato nel 2013 alla Iter per un importo complessivo di quasi 3 milioni, si presentano sul cantiere che interessa le due frazioni di Nuraxinieddu e Massama, ma poi i mezzi dell'azienda spariscono per lunghi mesi. I lavori si sarebbero dovuti concludere nel 2016 ma, a cinque anni di distanza, sono ancora in alto mare.
Per più di un anno, si è detto che lo stallo nei lavori era dovuto all'assenza di un'autorizzazione dell'Anas alla chiusura al traffico della 292 per consentire il completamento del contestato sottopasso fra Nuraxinieddu e il suo cimitero.
Ora, però, si aggiungono altri problemi, che possono essere quantificati in altri 200 mila euro che la Provincia dovrà spendere per mandare avanti i lavori.
«Il contratto in corso con l’impresa So.Ge.La. non permette la completa funzionalità dell’opera a causa di numerosissimi imprevisti succedutisi durante il corso dei lavori – si legge nella determinazione firmata il 25 maggio dal dirigente provinciale Marco Manai – si è reso pertanto necessario procedere alla redazione di un progetto per l’esecuzione di alcuni lavori di completamento delle lavorazioni attualmente in esecuzione».
Spiegazioni abbastanza vaghe, ma il significato è chiaro: servono altri soldi, altrimenti non si va avanti. I soldi ci sono e sono stati stanziati, così come ci sono i disagi per i cittadini e i problemi.
Nessuno interviene per mettere in sicurezza le rotonde, trasformate ormai in una savana in miniatura, con l'erbaccia alta che ostruisce completamente la visuale. Una delle rotatorie, quella in corrispondenza del cimitero di Nuraxinieddu, sembra completa, ma l'uscita verso il paese è ancora chiusa, per il dispiacere dei residenti delle due frazioni, costretti ad allungare il proprio tragitto di svariate centinaia di metri.
Anche la rampa per l'accesso dei disabili al cimitero è impraticabile, così come lo sono i sottopassi pedonali, che sono ancora chiusi ma che presentano delle ripide scalinate.(dav.pi.)
Non si può nemmeno dire che vada avanti a passo di lumaca, il cantiere per l'adeguamento della 292 fra il Rimedio e la statale 131.
Se le chiocciole, infatti, procedono lentamente ma con costanza, in questo caso sarebbe più ragionevole parlare di lavori a singhiozzo.
Ogni tanto gli operai della So.Ge.La., la ditta che è subentrata qualche anno fa nell'appalto della Provincia affidato nel 2013 alla Iter per un importo complessivo di quasi 3 milioni, si presentano sul cantiere che interessa le due frazioni di Nuraxinieddu e Massama, ma poi i mezzi dell'azienda spariscono per lunghi mesi. I lavori si sarebbero dovuti concludere nel 2016 ma, a cinque anni di distanza, sono ancora in alto mare.
Per più di un anno, si è detto che lo stallo nei lavori era dovuto all'assenza di un'autorizzazione dell'Anas alla chiusura al traffico della 292 per consentire il completamento del contestato sottopasso fra Nuraxinieddu e il suo cimitero.
Ora, però, si aggiungono altri problemi, che possono essere quantificati in altri 200 mila euro che la Provincia dovrà spendere per mandare avanti i lavori.
«Il contratto in corso con l’impresa So.Ge.La. non permette la completa funzionalità dell’opera a causa di numerosissimi imprevisti succedutisi durante il corso dei lavori – si legge nella determinazione firmata il 25 maggio dal dirigente provinciale Marco Manai – si è reso pertanto necessario procedere alla redazione di un progetto per l’esecuzione di alcuni lavori di completamento delle lavorazioni attualmente in esecuzione».
Spiegazioni abbastanza vaghe, ma il significato è chiaro: servono altri soldi, altrimenti non si va avanti. I soldi ci sono e sono stati stanziati, così come ci sono i disagi per i cittadini e i problemi.
Nessuno interviene per mettere in sicurezza le rotonde, trasformate ormai in una savana in miniatura, con l'erbaccia alta che ostruisce completamente la visuale. Una delle rotatorie, quella in corrispondenza del cimitero di Nuraxinieddu, sembra completa, ma l'uscita verso il paese è ancora chiusa, per il dispiacere dei residenti delle due frazioni, costretti ad allungare il proprio tragitto di svariate centinaia di metri.
Anche la rampa per l'accesso dei disabili al cimitero è impraticabile, così come lo sono i sottopassi pedonali, che sono ancora chiusi ma che presentano delle ripide scalinate.(dav.pi.)
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