La Nuova Sardegna

Oristano

Infortuni, appello dei sindacati al Prefetto

Infortuni, appello dei sindacati al Prefetto

Ieri sit-in di Cgil, Cisl e Uil. «Inail ha quattro ispettori per tutta la Provincia. Troppo pochi i controlli»

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ORISTANO. Troppi gli incidenti sul lavoro e troppo poca prevenzione. Benché quella di Oristano, statisticamente sia la provincia sarda con la minor numero di infortuni denunciati, i sindacati chiedono un cambio di rotta nelle politiche della sicurezza. Ieri mattina, nell’ambito dell’iniziativa nazionale per rivendicare un patto di sicurezza con il Governo, i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Andrea Sanna, Alessandro Perdisci e Franco Mattana, durante un sit in tenuto in piazza Beatrice D’Arborea, sono stati ricevuti dal prefetto, Fabrizio Stelo. Al rappresentante del Governo hanno illustrato le criticità del territorio, dove ad esempio, la carente viabilità è causa di un alto numero di incidenti che si rivelano infortuni “in itinere”.Nel 2019, in provincia, le denunce si erano fermate a 655, dato molto lontano rispetto agli oltre 2200 casi di Sassari. Edilizia e agricoltura anche nell’Oristanese sono i settori dove c’è maggior carenza di sicurezza. « Tra i motivi, il considerare da parte delle imprese la sicurezza un costo – spiega il segretario della Cgil, Andrea Sanna – se non si interverrà con politiche incisive si rischia di peggiorare la situazione. Ad esempio, il metodo di assegnazione degli appalti “a ribasso”, impone alle imprese economie che si riversano proprio sulla sicurezza». Complessa anche la situazione nel comparto agricolo, con aziende spesso piccolissime, che, senza possibilità di investimenti, come spiega Sanna, hanno in dotazione attrezzature e parchi macchine vecchi, logori e certamente non sicuri. «L’assenza di prevenzione impedisce di far emergere queste situazioni di lavoro che diventa pericoloso», spiega il sindacalista. Gli istituti preposti all’attività ispettiva hanno però gli organici ridotti all’osso a causa del mancato turn over. «In tutta l’isola, l’Inail dispone di appena 31 ispettori – segnala Sanna – all’ispettorato del lavoro di Oristano ci sono appena 4 ispettori». Di conseguenza, controlli e verifiche sono piuttosto rari. Nel 2019, ad esempio, appena l’1,28 pr cento delle imprese sarde avevano ricevuto un’ispezione. «Controlli che comunque hanno rivelato che l’80 per cento delle aziende ispezionate presentasse irregolarità sanzionabili», dice Sanna. La conferma arriva dai numeri: nel 2019, infatti, su 198 aziende sarde ispezionate, 173 presentavano irregolarità. «Le ispezioni non devono servire per “punire” il datore di lavoro, ma per correggere situazioni irregolari delle quali, non di rado, gli stessi imprenditori sono a conoscenza», conclude il segretario della Cgil.(m.cuccu)

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