Il comitato ritorna in piazza e si prepara a marciare su Cagliari

ORISTANO. È il giorno della protesta e delle rivendicazioni per una migliore sanità nel territorio. Ancora una volta è il Comitato per il diritto alla salute a promuovere la manifestazione pubblica,...

ORISTANO. È il giorno della protesta e delle rivendicazioni per una migliore sanità nel territorio. Ancora una volta è il Comitato per il diritto alla salute a promuovere la manifestazione pubblica, che si terrà in piazza Eleonora dalle 10 alle 12. «Manifesteremo il disagio che stiamo vivendo a causa del progressivo, inesorabile smantellamento della sanità pubblica in tutto il territorio», scrive il Comitato in una nota che attacca la politica locale e regionale: «Che tace o si trincera dietro un “non si può”. Che non ha mai preso un provvedimento serio, capace di tamponare le falle che si aprivano. Ha trovato poche soluzioni estemporanee quanto inadeguate e ha lasciato che la situazione degenerasse».

Tante le adesioni annunciate da parte di sindacati di medici ma anche e degli altri lavoratori del settore. Annunciata la presenza del sindaco del capoluogo Andrea Lutzu e dei suoi omologhi dei Comuni del Distretto sanitario. In piazza anche la Commissione comunale alla Sanità. Dice il presidente, Efisio Sanna: «La situazione è tale che è diventata indispensabile una lotta di popolo che affianchi i sindaci in questa battaglia. Credo sia arrivato il momento che la popolazione dell’Oristanese porti le sue rivendicazioni a Cagliari».

A tener banco sarà sicuramente la contestatissima decisione confermata proprio ieri dal Commissario straordinario dell’Ats, Massimo Temussi, di ricorrere, seppur temporaneamente, a medici “in affitto” per il Pronto soccorso del San Martino, dove attualmente sono rimasti solo in quattro a garantire l’attività del reparto 24 ore su 24.

Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale Alessandro Solinas che in un duro documento accusa la giunta regionale: «È una proposta che racchiude in sé un messaggio allarmante: piuttosto che voler risolvere i problemi della sanità sarda attraverso un’attività di programmazione sana e lungimirante punta esclusivamente a mettere una pezza sui danni prodotti sinora, promuovendo soluzioni più vicine a uno spot elettorale che a un’azione efficace e duratura».

Anche gli indipendentisti di Liberu, che hanno annunciato la partecipazione alla manifestazione, criticano la politica regionale sulla sanità: «Il rischio di chiusura dei servizi è la conseguenza di un progetto politico sempre più chiaro di riduzione della spesa pubblica, con l’obiettivo finale di svuotare le strutture sanitarie dal personale medico dipendente del Servizio sanitario nazionale per consegnarlo in mani private». (m.c.)

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