Il pm: «L’indagato voleva uccidere»

Scano Montiferro. Compaesani feriti con la roncola: chiusa l’inchiesta

SCANO MONTIFERRO. L’accusa resta la stessa. Il sostituto procuratore Andrea Chelo ha chiuso le indagini sullo scontro avvenuto l’estate scorsa e ora si avvia a chiedere il rinvio a giudizio per tentato omicidio ai danni di Francesco Vidili, allevatore di 71 anni. È accusato di aver provato a uccidire a colpi di roncola due compaesani, coi quali aveva avuto una discussione pochi minuti prima per questioni legate al mondo della campagna. Il litigio era avvenuto per strada, dove Francesco Vidili, sarebbe stato fronteggiato da Francesco Puggioni e Francesco Farina, entrambi di 77 anni. Volendo evitare lo scontro in cui temeva di soccombere, si era rifugiato in casa.

Sembrava tutto finito, invece era uscito nuovamente impugnando una roncola con la quale aveva colpito i due. Se uno dei rivali era stato solamente sfiorato dal colpo, l’altro era stato centrato e si era reso necessario il ricovero al San Martino. Proprio questo aveva immediatamente mutato l’ipotesi di reato da lesioni gravi in tentato omicidio, accusa che è rimasta a carico dell’indagato che ora, tramite il suo avvocato difensore Antonello Spada, ha venti giorni di tempo per produrre prove a discarico e indagini difensive.

Proprio la roncola era stato uno dei primi oggetti sequestrati dai carabinieri a cui erano state affidate le indagini sul campo. Nelle ore immediatamente successive alla lite e al ferimento dei due compaesani, Francesco Vidili era stato anche arrestato. In carcere era rimasto per diversi giorni, sino a che non era stata accolta la richiesta di attenuazione della misura e gli erano stati accordati i domiciliari. Per la difesa però l’indagato si sarebbe solo difeso dai due compaesani, temendo per la propria vita e non avrebbe avuto intenzione di ucciderli, ma semplicemente di dare loro una lezione per evitare di essere aggredito fisicamente. (e.carta)

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