Addio canali a cielo aperto c’è un piano del Consorzio

Venticinque milioni di euro per interrare l’intera rete a nord di Oristano Le condotte risalgono anche agli anni 50 e in parte sono in cemento-amianto

ORISTANO. È un intervento faraonico, non solo per il costo pari a ben 25 milioni di euro, ma anche per il suo stesso oggetto, il riordino della rete irrigua dell'Oristanese. Alcuni storici, infatti, quando parlano degli antichi imperi come quello egizio, usano il termine di civiltà idrauliche, in riferimento al fatto che il potere si fondasse proprio sul controllo e sull'ottimizzazione delle risorse idriche. L'obiettivo del Consorzio di Bonifica, che ha presentato nei giorni scorsi il progetto agli uffici regionali che dovranno decidere se sottoporlo alla valutazione d'impatto ambientale, è quello di riordinare tutto il sistema di irrigazione di una vasta area, circa 1200 ettari, che ricade quasi interamente nell'agro di Nurachi, ma coinvolge anche i Comuni di Oristano, Cabras, Baratili e Zeddiani.

Precisamente, sono interessati i distretti di Zinnigas, Lorissa e Pauli Bingias Sud. L'obiettivo del progetto è quello di sostituire le caratteristiche canalette a pelo libero con tubi interrati a pressione. Le canalette sono onnipresenti nelle campagne oristanesi, e naturalmente sono all'origine di perdite nella rete idrica, come scrivono i progettisti guidati dall'ingegnere Giorgio Bravin.

«L’intervento proposto si propone di risolvere i problemi connessi con l’estremo stato di degrado e di scarsa funzionalità della rete esistente, individuabili nella difficoltà di gestione dell’irrigazione, nella fatiscenza della rete di distribuzione esistente, nelle conseguenti elevate perdite, in ingiustificati consumi unitari ed infine nelle modalità di erogazione (a scorrimento) che mal si adattano alla variabilità del tessuto aziendale».

I tubi interrati alimentati a pressione, spiegano i progettisti, garantirebbero meno sprechi, minori interferenze con le opere di superficie e un maggior controllo e flessibilità nell'erogazione della risorsa. «L'intervento permette di assicurare il servizio irriguo continuo anche nei periodi di punta, grazie a una vasca di compenso, elimina totalmente il problema delle perdite e migliora la fruibilità del territorio, dato che la rete è totalmente interrata».

Viste le dimensioni e le possibili interferenze del progetto con il territorio circostante, e anche la delicatezza del recupero, vista l’origine di parte del materiale, ci saranno numerosi passaggi prima che gli uffici, e poi la Giunta regionale, si pronuncino sulla necessità di sottoporlo alla valutazione d'impatto ambientale. Il primo atto è stato compiuto il 9 giugno, quando il presidente del Consorzio di Bonifica Carlo Corrias ha divulgato l'avviso pubblico di avvio della procedura di valutazione: gli interessati avranno 60 giorni per presentare osservazioni al progetto, che saranno valutate dagli uffici regionali.

Davide Pinna

WsStaticBoxes WsStaticBoxes