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Oristano

«Sulla scuola troppa approssimazione»

«Sulla scuola troppa approssimazione»

Critiche alla giunta da Pd e sardisti dopo la chiusura della media Deledda

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ORISTANO. Il sindaco Lutzu ha detto chiaramente che prima di parlare della scuola media “Grazia Deledda” vuole vedere le carte. Intanto, però, sul caso della scuola chiusa d'urgenza a novembre per un presunto rischio di stabilità, smentito dalla Procura nei giorni scorsi con la richiesta di archiviazione dell'indagine per crollo colposo, si accende il confronto politico. Le domande poste dai partiti di opposizione riguardano vari aspetti: dal perché non sia stata svolta una controperizia, dopo la prima segnalazione dell'11 novembre redatta dai tecnici incaricati degli accertamenti sul certificato antisismico e di idoneità statica che portò alla chiusura immediata, sino al destino del finanziamento ministeriale da 600 mila euro concesso per rimettere in sesto l'ex Frassinetti, che a partire dal prossimo anno scolastico dovrebbe accogliere gli studenti esuli. Anche il capogruppo del Partito Democratico Efisio Sanna vuole vedere le carte: «Annuncio che faremo immediatamente una richiesta di accesso agli atti. Vogliamo leggere la perizia, sapere chi l'ha redatta e chi l'ha ricevuta e quando». Per Sanna, la vicenda è stata poco chiara sin dall'inizio. «Ci sono sicuramente dei lati oscuri e non si è ancora capito bene cosa sia successo. Noi eravamo perplessi, ma dato che la vicenda riguardava bambini e famiglie, non volevamo creare allarmismi. Ora però è arrivato il momento di vederci chiaro. Da ex assessore ai Lavori Pubblici posso dire che dei problemi di quella scuola si è sempre parlato tanto, soprattutto di quelli legati all'amianto, ma mai per il rischio di crolli o problemi di idoneità statica che, effettivamente, non erano manifestati da segnali visibili». Anche il segretario cittadino del Partito Sardo d'Azione, Simone Prevete, contesta l’amministrazione: «Resto profondamente preoccupato per il modo in cui è stata gestita l'intera vicenda. Se, da un lato, sono felice che non ci siano i paventati problemi strutturali, bisogna comunque fare delle riflessioni».

Prevete si chiede come mai il Comune non abbia svolto ulteriori indagini: «Forse c'è stata approssimazione, bisognava approfondire di più. Errare è umano, quindi forse sarebbe stato il caso di delegare altri professionisti che vagliassero la bontà della perizia che portò alla chiusura della scuola, soprattutto perché parliamo di una scuola, che è un edificio pubblico, frequentato da bambini e personale scolastico». Intanto anche i genitori restano in attesa di certezze sul prossimo anno scolastico e, in molti, si chiedono se comunque non sia il caso di abbandonare l'edificio visti i noti problemi legati alla presenza di amianto.(dav.pi.)

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