Cabras, i diportisti si rivolgono al Tar
Contro la decisione del Comune di una nuova piattaforma nella concessione
2 MINUTI DI LETTURA
CABRAS. Lo scontro fra Comune di Cabras e Adina sui servizi per la nautica a San Giovanni di Sinis, in località Mare Morto, finisce al TAR. L'amministrazione, presieduta dal sindaco Andrea Abis, ha ottenuto ieri sera l'approvazione in consiglio comunale del regolamento di sicurezza per la gestione delle attività nell'area, con 9 voti favorevoli, uno contrario e 3 astenuti. Ma il progetto, che prevede, fra i vari interventi, la realizzazione di un molo galleggiante per i disabili, trova i dubbi dell'opposizione consigliare e l'opposizione dell'Associazione dei Diportisti nautici, che solleva diverse criticità e ha deciso di rivolgersi al Tribunale amministrativo. Sarà quest'ultimo ad accertare eventuali irregolarità commesse dall'ente. «Nonostante abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti della Conferenza di servizi tenutasi ad aprile – spiega Ivo Zoccheddu presidente di Adina – e ci reputiamo soggetto interessato, visto che operiamo a Mare Morto con uno scalo di alaggio da 30 anni, offrendo un servizio gratuito ai diportisti, l'accesso ci è stato negato. Ci hanno risposto che non abbiamo chiesto qualcosa di preciso. Noi pensiamo invece che la verità sia un'altra: non hanno molte autorizzazioni che sostengono di avere, e, lo spieghiamo nella nostra istanza, la stessa conferenza presenta dei vizi di irregolarità difficilmente superabili». Non solo: «Ci sono criticità legate alla sicurezza che ho evidenziato nella recente conferenza pubblica. I servizi, poi, saranno dati in gestione dal Comune e chi li gestirà farà attività commerciale con soldi pubblici. Cos'è, questa, se non concorrenza alla nostra associazione? Inoltre da dove escono questi soldi, chi li paga? E, se è vero, come sospettiamo, che non ci sono tutte le autorizzazioni, e soccombessero al TAR, chi pagherebbe i costi? I cittadini di Cabras? Abbiamo sempre dato disponibilità al dialogo, ma in assenza di questo siamo stati costretti a presentare il ricorso». D'altra parte, davanti alle domande pressanti dei consiglieri di opposizione, Gianni Meli, Alessandra Lochi e Sara Meli, il sindaco Abis ha ribadito la posizione dell'amministrazione: «Il nostro è un progetto assolutamente innovativo, una grande novità – ha affermato in consiglio – che aumenta la sicurezza dell'area ed è perfettamente sostenibile dal punto di vista ambientale e complementare all'attività che svolge Adina, non concorrenziale. Tant'è vero che abbiamo rinnovato anche quest'anno la concessione comunale all'associazione». Il Consiglio ha accolto positivamente la proposta della consigliera Lochi di intitolare una piazza o uno spazio del paese alle vittime di mafia.(p.camedda)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
