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Oristano

Palazzo Paderi promesse infrante

Palazzo Paderi promesse infrante

Doveva passare dall’Ats al Comune e invece dopo due anni tutto è ancora fermo

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ORISTANO. Trentasettemila euro: così la minoranza quantifica il danno annuale per le casse del Comune, derivante dal mancato trasferimento di palazzo Paderi.

La storia di questo palazzo è legata all’Hospice della Assl, attivo dal settembre del 2019.

La realizzazione della struttura faceva però parte di un accordo fra il Comune e la Assl che prevedeva un secondo passaggio, la cessione all'ente locale di palazzo Paderi, in pieno centro storico.

Di questa parte dell'accordo si sono perse le tracce da anni e ora la minoranza cerca di scoprirne le ragioni, con un'interpellanza firmata dai democratici Efisio Sanna e Maria Obinu, dall'esponente di ProgReS Andrea Riccio, e dagli indipendenti Francesco Federico, Patrizia Cadau, Anna Maria Uras e Monica Masia. Ci sarebbe un costo tangibile, spiega il capogruppo Pd Sanna.

«L'amministrazione paga 37 mila euro di canone d'affitto annuale per l'ufficio tributi, che invece potrebbe trasferirsi a palazzo Paderi». Oggi il pregevole edificio storico, all'angolo tra via del Carmine e via Ciutadella de Menorca, è attualmente diviso fra il Comune e l'azienda sanitaria, ma secondo le intese siglate a suo tempo doveva andare al Comune. I consiglieri di minoranza ricostruiscono la vicenda: «L'Hospice è costato al Comune di Oristano, tra costruzione, arredi e apparecchiature, 1 milione e 150mila euro provenienti da un finanziamento regionale».

L'importante impegno finanziario dell'ente locale non trovava la sua unica giustificazione nella volontà di offrire alla cittadinanza un servizio così importante come quello fornito dall'Hospice, sino ad allora mancante a Oristano. C'era anche un altro aspetto: il terreno e l'edificio, di proprietà sino ad allora del Comune, avrebbero dovuto essere al centro di una permuta con la Assl che, in cambio, avrebbe dovuto cedere al Comune il piano terra e il secondo piano di palazzo Paderi, di cui è proprietaria.

Il Consiglio comunale si espresse favorevolmente all'unanimità a marzo del 2012, negli ultimi mesi di mandato della giunta Tendas.

Il 25 maggio, l'allora direttore generale dell'Ats Fulvio Moirano, deliberò di concedere la palazzina storica in comodato d'uso gratuito al Comune, sino al perfezionamento della permuta. Ma né il comodato né la permuta si sono mai concretizzati. Ora gli interpellanti chiedono all'amministrazione comunale quali atti siano stati compiuti per completare l'operazione.

Davide Pinna

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