Tennis, per i campi c’è da aspettare

Sarà fatto anche quello in terra battuta, ma ci sono i soldi solo per il sintetico

ORISTANO. Non sarà realizzato solo il campo in sintetico greenset, al tennis club di Torregrande, ma anche quello in terra battuta. La gioia degli appassionati cittadini della racchetta, però, dev’essere trattenuta, dato che sui tempi per ora non c’è alcuna certezza. Gli uffici infatti dovranno mettersi alla ricerca dei 50mila euro necessari per realizzare quello in terra battuta e nel frattempo anche il nuovo campo in greenset può attendere. Quest’ultimo sarà, infatti, realizzato con i 45mila euro derivanti dai risparmi del cantiere chiuso di recente e che aveva rimesso a nuovo, sempre utilizzando il materiale sintetico, gli altri quattro campi.

«I lavori di messa a norma, completamento e ampliamento dell’impianto sono stati realizzati con un progetto da 250mila euro, appaltato con un ribasso del 30% a un’impresa di Orosei – precisa l’assessore ai Lavori pubblici Francesco Pinna –. I campi già realizzati hanno un manto tutto nuovo con una pavimentazione sintetica elastica certificata dalla federazione internazionale».

«La decisione di realizzare i due nuovi campi – spiegano il sindaco Lutzu e l’assessora allo Sport Maria Bonaria Zedda – risponde alla necessità di garantire l’accreditamento del Tennis club alle competizioni internazionali con cinque campi delle medesima tipologia e a consentire agli allievi della scuola e alla squadra agonistica di potersi preparare e misurare su un terreno di gioco in terra battuta che è tra i più diffusi in Italia. Con i nuovi campi, l’impianto si candida a ospitare nuovamente importanti manifestazioni di livello internazionale».

Nei mesi scorsi si era sviluppato un acceso dibattito su quale dei due campi scegliere: una parte dei soci del circolo voleva quello in terra rossa sostenuto da esponenti della maggioranza in Comune, la dirigenza del circolo e gli uffici comunali volevano utilizzare le economie a disposizione per realizzare il quinto campo in greenset. Non solo perché, con cinque campi realizzati nello stesso materiale, sarebbe stato possibile ospitare eventi internazionali, ma anche perché la manutenzione della terra battuta è molto costosa, come aveva spiegato il dirigente Roberto Sanna. La giunta ha scelto di risolvere la diatriba con una scelta salomonica, che in futuro potrebbe accontentare tutti, ma solo dopo che saranno rintracciate le risorse che al momento ci sono per il sintetico e non per la terra battuta. Con la scelta di fare i lavori in contemporanea si resta con quel che c’è. (dav.pi.)

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