Gli Scalzi ci credono «A settembre vogliamo correre»
di Paolo Camedda
L’assemblea dell’associazione di Cabras lancia un appello «Partecipi solo chi hanno entrambe le dosi di vaccino»
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CABRAS. La decisione finale spetterà esclusivamente alle autorità civili e religiose, ma i cabraresi, dopo un anno di stop imposto dalla pandemia sperano di poter nuovamente festeggiare Gesù Salvatore con la tradizionale processione di corsa, a piedi nudi, che si tiene ogni anno il primo fine-settimana di settembre: il sabato mattina all'alba per portare il simulacro del Santissimo da Cabras al villaggio di San Salvatore di Sinis, la domenica sera per riportarlo nel centro lagunare. Il voto al Santo nel 2020 è stato sciolto con la semplice partecipazione ai riti religiosi, che si sono tenuti all'aperto e sempre con l'uso delle mascherine e il rispetto del distanziamento, mentre il simulacro è rimasto nel paese, nella Chiesa di Santa Maria Assunta. Quest'anno però la situazione appare molto diversa e ci sono possibilità concrete perché il rito, tanto caro a tutti i cabraresi, si celebri secondo tradizione e in assoluta sicurezza. Sia le autorità civili e religiose, sia Is Curridoris, infatti, hanno già manifestato, in via preliminare, il proprio impegno perché stavolta, “In nomine e' Deus”, si corra. Le condizioni per poter prendere parte alla corsa, del resto, sono abbastanza evidenti: vaccinazione dei partecipanti o, in alternativa, tampone negativo nelle 48 ore precedenti. Molti dei Curridoris, del resto, hanno già provveduto a vaccinarsi, e questo sarebbe un'assoluta garanzia per la salute degli altri Curridoris al momento della corsa. Ed è probabile che anche chi non lo ha fatto, una volta che le condizioni saranno rese ufficiali, possa decidere di farlo. Resta da risolvere il problema dei 'no vax', che, inevitabilmente, seppur in minoranza, saranno presenti: chi proprio non volesse fare il vaccino, potrà comunque partecipare esibendo un tampone negativo fatto nelle 48 ore precedenti. Sia per ragioni sanitarie, sia per evitare l'insorgere di problemi di alcun tipo, come sta accadendo in tutta Italia per altre manifestazioni (concerti, eventi sportivi), saranno queste le richieste avanzate dalle autorità civili ai Curridoris, cui spetterà il compito di effettuare i controlli. Sul fronte del pubblico, poi, la scriminante sarà con ogni probabilità la medesima: per poter vedere la corsa, sarà necessario esibire il certificato di vaccinazione o il cosiddetto 'Green Pass'. Con ingressi obbligati studiati a tavolino sarà impossibile sfuggire in alcun modo ai controlli. L'alternativa sarebbe la chiusura della corsa al pubblico. All'appuntamento con una delle feste più amate dai cabraresi e non solo, mancano oltre due mesi, ma dopo l'amarezza del doloroso 2020, in cui si è dovuta interrompere una tradizione che affonda le sue radici nei secoli, nel 2021 il rito sacro può ripartire e gli Scalzi essere un esempio di fede, rinascita e senso civico per altre realtà sarde. «Con questi presupposti muovendoci nei tempi giusti, quest'anno sarà possibile festeggiare San Salvatore in totale sicurezza». L'incontro decisivo fra tutte le parti coinvolte, sindaco, parroco e Associazione Is Curridoris, si terrà a luglio. Tutta Cabras prega e spera.
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