Madre e figlia lontane anche per il compleanno

La bimba contesa tra i due genitori non vedrà la mamma per festeggiare assieme I servizi sociali di Viterbo, dove la piccola vive col padre, fissano l’incontro a luglio

ORISTANO. Da Viterbo nessun segnale. Anzi quelli che arrivano sono sconfortanti e così passerà quasi certamente un altro mese prima che la madre possa riabbracciare la propria figlia che non vede da metà dicembre scorso. Passati i giorni bui del covid con gli spostamenti dalla Sardegna verso il Lazio resi ancora più complicati dalle norme di sicurezza sanitaria, sembrava che tutto si potesse per lo meno ricomporre con molta pazienza. E invece sembra che madre e figlia, separate dalla decisione del tribunale laziale, siano destinate a incontrarsi solo a fine luglio e dopo un altro poco allegro giro sulla giostra delle difficoltà organizzative, fatto che la donna ha accolto in maniera molto negativa.

Con i collegamenti aerei ripristinati, l’intenzione era quella di riprendere con regolarità – disponibilità economiche permettendo – gli incontri concessi dopo che la piccola era stata affidata al padre. La madre può infatti vedere la figlioletta solo in una struttura protetta e alla presenza delle operatrici, situazione che va avanti da circa due anni e a cui la mamma è costretta ad adeguarsi raccogliendo le briciole di un rapporto che da dicembre è stato limitato solamente ad alcune telefonate. Non c’è stata possibilità di incontri, di videochiamate, di avere un costante contatto con la piccola.

Il 13 luglio la bimba compirà sei anni, ma sarà un compleanno che festeggerà senza la mamma. È successo infatti che il 21 giugno l’avvocata Cristina Puddu, che tutela la signora, abbia richiesto ai servizi sociali del Comune di Viterbo di adoperarsi per ripristinare le giornate di incontro tra madre e figlia. Si pensava che tutto sarebbe avvenuto in maniera rapida, invece la risposta ha raffreddato gli entusiasmi una volta di più.

È stato comunicato che non è possibile un incontro in tempi ravvicinati rispetto alla richiesta, perché c’è da allestire la stanza nella struttura in cui gli incontri avvengono. Quindi sono stati indicati due fine settimana per il possibile incontro. Quello del 10 e 11 luglio cade però il giorno immediatamente successivo al processo che, a Oristano, vede imputati sia il padre che la madre che si accusano a vicenda. La necessità di presenziare all’udienza cozza con quella di prevedere la partenza per Viterbo che sarebbe da organizzare per il 9 luglio.

È quindi una data da escludere. A quel punto si salta direttamente al 24 e 25 luglio come ulteriore finestra utile. Non resta che attendere e rassegnarsi al fatto di non vedere la propria figlia nel giorno del compleanno e intanto registrare l’ennesima protesta. È ancora una volta Maria Grazia Caligaris (Associazione Socialismo Diritti Riforme) a farsi carico del malcontento per la piega che la vicenda continua ad assumere: «I Servizi sociali di Viterbo sembrano confermare un atteggiamento oppositivo alla relazione tra la piccola e la mamma. La bambina non vede la mamma da sei mesi, ne implora la presenza in tutte le telefonate manifestando anche fragilità emotiva. Appare davvero singolare che le assistenti sociali non si prodighino per fare in modo che madre e figlia non possano incontrarsi in un’altra data, in considerazione della ricorrenza del compleanno della piccola il 13 luglio. Il diritto della bambina di poter incontrare la mamma non sembra sufficientemente tutelato e garantito. Per organizzare un incontro madre-figlia in una struttura protetta, dopo sei mesi trascorsi senza possibilità di vedersi neanche in videochiamata, sembrano necessari tempi biblici».

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