Giganti e Fondazione l’opposizione attacca: «Comune ai margini»

Cabras. Dopo il voto del Consiglio scattano le polemiche «Il ministero dei Beni culturali ha una posizione dominante»

CABRAS. Se l’amministrazione Abis esulta per l’approvazione in Consiglio dei documenti preliminari alla costituzione della Fondazione Mont ’e Prama, ovvero gli schemi dell’atto costitutivo e dello statuto, sono tanti gli aspetti critici evidenziati dai banchi dell’opposizione dopo aver letto i testi che saranno firmati giovedì 1° luglio dal ministro della Cultura, Dario Franceschini, e dal presidente della Regione, Christian Solinas, oltre che dal sindaco lagunare. «Il modello di consiglio di amministrazione descritto nello statuto è totalmente a maggioranza ministeriale – denuncia Gianni Meli, portavoce del gruppo consiliare Sviluppo Collettivo –. Questa situazione esclude completamente dalla gestione la Regione e il Comune. Oggi i membri della Fondazione sono interessati al progetto, fra tre anni tutto può cambiare, per cui questo ci lascia molto perplessi».

Due allora sono le controproposte avanzate: «Chiediamo che il presidente della Fondazione venga nominato dai due componenti designati dalla Regione, dai due designati dal ministero della Cultura e dal componente del Comune di Cabras. Inoltre ci domandiamo come mai non sia stato assegnato al Comune un componente da inserire nell'organo di revisione».

Oltre a questo sono state chieste garanzie per i lavoratori attualmente impiegati al Museo e a Tharros. Sul punto però Andrea Abis assicura: «È prevista una clausola di salvaguardia per coloro che oggi lavorano al museo o con la Cooperativa che ha in gestione il sito di Tharros: qualunque forza lavoro dovrà ricomprendere in futuro questi lavoratori. Il contratto per loro scade comunque nel 2022. Non ci sarà una riduzione della forza lavoro, ma un aumento grazie alle entrate più consistenti che acquisirà la Fondazione».

Dubbi sono stati espressi, nel suo intervento durante l’ultimo consiglio comunale, anche dalla consigliera Maria Carla Sanna. «Come mai - ha chiesto –, diversamente da quanto previsto, la Curia non partecipa inizialmente alla nascita della Fondazione? E quando è previsto il termine dei lavori del Museo, condizione posta per il rientro di tutte le statue? Inoltre che ne sarà dei reperti che saranno ritrovati nei futuri scavi e come mai nell’organo di revisione non è prevista la presenza di un componente del Comune?».

Il sindaco ha cercato di dare rassicurazioni, senza però entrare nel dettaglio: «Col passare del tempo entreranno dei soci sostenitori che apporteranno beni materiali o contributi economici alla Fondazione. Rispetto alla gestione dei beni futuri, avremo, grazie alla progettazione e ai finanziamenti che arriveranno, le strutture capaci di garantire il servizio, la tutela e la sicurezza di questi beni in termini potenziati rispetto ad oggi».

Il consigliere Antonello Manca, del gruppo Cabras Domani, ha invece abbandonato l’aula in segno di protesta per lo scarso peso decisionale che, a suo giudizio, avrebbero Comune e Regione all’interno della Fondazione: «Il Comune ha un ruolo fortemente minoritario nel consiglio di amministrazione. Questo non è pensabile, tanto meno è tollerabile che vengano messi in secondo piano i Giganti e i giacimenti archeologici del territorio comunale». Non è mancata la replica del sindaco: «Sono deluso da alcuni interventi, ci si perde in dettagli futili e non si capisce il grande passo che sta per realizzarsi».

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