Consorzio assunzioni col contagocce

I sindacati contestano i tempi lunghi per le stabilizzazioni dei precari, sino al 2023

ORISTANO. E' scontro tra sindacati e Consorzio di Bonifica sul piano di stabilizzazione dei lavoratori avventizi. Flai, Fai e Filbi, le organizzazioni di categoria che fanno capo ai sindacati confederali, hanno infatti proclamato lo stato di agitazione, in netto dissenso con il piano di stabilizzazione proposto dal Consorzio di Bonifica dell'Oristanese.

Con un durissimo documento, i segretari provinciali Roberta Manca, Cristian Pistis e Franco Pani, sostengono che il programma stilato dalla dirigenza del Consorzio oristanese «stravolge completamente le direttive dettate dalla Regione». Secondo i sindacati «si stima che la stabilizzazione nel Consorzio di Bonifica riguardi circa 80 lavoratori. Ma il piano proposto dalla dirigenza rischia di escluderne in buona parte: riteniamo infatti che con un comportamento per lo meno discutibile ed in misura unilaterale il Consorzio abbia deciso di stabilizzare il personale avventizio, utilizzando dei criteri puramente soggettivi, che, se applicati, sarebbero in netto contrasto con quelli previsti dalla Regione, prolungando ulteriormente le stabilizzazioni fino alla data approssimativa del 2023 e creando di conseguenza un clima di tensione tra gli stessi lavoratori», Il sindacato chiede che i vertici del Consorzio si facciano carico delle proprie responsabilità, prendano atto dei contenuti della Delibera Regionale e che non ne facciano una personale interpretazione. Per Roberta Manca, segretaria di Flai Cgil «quello della stabilizzazione dei lavoratori nel Consorzio è un problema che si trascina da trent'anni. Mentre l'assessora regionale all'Agricoltura, Gabriella Murgia, in più incontri ci ha garantito che i fondi esistono per tutti, la dirigenza del Consorzio ha annunciato di voler stabilizzare gradualmente. Per primi, i lavoratori avventizi già altamente specializzati, per gli altri – continua – tutto è legato al conseguimento delle specializzazioni attraverso i corsi che però potranno seguire solo da disoccupati. Con il rischio che la stabilizzazione resti per molti un sogno».(m.c.)

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