Torna l’incubo per le pluriclassi, il Comune guida la protesta

LACONI. L’anno più tribolato della storia recente della scuola si è appena concluso ed ecco che all’orizzonte si affacciano problemi per la prossima stagione stagione scolastica. Desta preoccupazione...

LACONI. L’anno più tribolato della storia recente della scuola si è appena concluso ed ecco che all’orizzonte si affacciano problemi per la prossima stagione stagione scolastica. Desta preoccupazione il futuro delle scuole cittadine e quello degli alunni che da settembre potrebbero ritrovarsi a frequentare le pluriclassi. «Siamo venuti a conoscenza che dagli Uffici preposti alla formazione degli organici di diritto per l’anno scolastico 2021-2022, nell’ottica del dimensionamento scolastico, sia stata definita per il plesso di Laconi l’introduzione di due pluriclassi nella scuola di istruzione primaria e di una nella scuola secondaria di primo grado» scrive il sindaco Salvatore Argiolas.

La notizia dell’istituzione delle pluriclassi ha destato, infatti, particolare sconcerto in quanto l’amministrazione comunale sin dai mesi scorsi aveva palesato la ferma opposizione all’allora ventilata ipotesi dell’introduzione di pluriclassi. «Fermo restando che alla nostra missiva non è mai pervenuta risposta – sottolinea il sindaco – avevamo comunque ritenuto che i destinatari avessero tenuto in considerazione la nostra istanza». La richiesta è rimasta, dunque, inascoltata, motivo che ha spinto il primo cittadino e l’assessore alla Pubblica istruzione Maria Ignazia Deidda a inviare una nota urgente all’assessore regionale alla Pubblica istruzione Andrea Biancareddu e al direttore dell’Ufficio scolastico regionale Francesco Feliziani, per chiedere il mantenimento delle classi: «Come amministrazione comunale siamo destinatari delle lamentele dei genitori degli alunni coinvolti, allarmati da queste disposizioni che certo destano preoccupazione in merito a quanto dovrebbe accadere».

«Si sta dando avvio a un processo – spiega il primo cittadino – che leggiamo come il disegno di impoverire sempre più l’offerta formativa a scapito delle zone dove lo spopolamento diventa davvero difficile da arrestare se si dovesse continuare ad applicare la politica del tagliare, fino all’eliminazione di importanti servizi come quello dell’istruzione. Ci stupiamo ancora una volta del cinismo con cui, a nome di un efficientamento meramente economico della struttura scolastica, venga sacrificato il futuro delle giovani generazioni, favorendo più la dispersione scolastica che l’istruzione. Amareggiati presentiamo nuova istanza affinché possano essere riviste le decisioni prospettate».

WsStaticBoxes WsStaticBoxes