Riapre il reparto di Medicina, segnali di normalità al Delogu

GHILARZA. Una manciata di settimane fa si erano registrate le dimissioni dell’ultimo paziente guarito dal covid, oggi inizia il ritorno alla normalità con il reparto di Medicina nuovamente operativo....

GHILARZA. Una manciata di settimane fa si erano registrate le dimissioni dell’ultimo paziente guarito dal covid, oggi inizia il ritorno alla normalità con il reparto di Medicina nuovamente operativo. Il tempo di effettuare le operazioni di decontaminazione e adeguamento dei locali e il blocco al secondo piano dell’ospedale Delogu sarà restituito alla sua funzione originaria. In base al piano di riorganizzazione presentato ad aprile dai vertici dell’Assl oristanese, dovrebbe essere ripristinata anche la chirurgia ambulatoriale e garantito il regolare funzionamento di radiologia e del Centro di emergenza territoriale attivato due mesi fa.

L’unità operativa accoglierà fino a sedici pazienti. Si tratta di malati già stabilizzati provenienti soprattutto dalla Medicina di Oristano. Oggi sono previsti i primi trasferimenti dall’ospedale oristanese al presidio sanitario di Ghilarza. Resta la condizione di un’immediata riconversione in reparto covid per persone a bassa intensità di cure nel caso in cui si verificasse una nuova ondata epidemica. Ieri il commissario Assl Antonio Francesco Cossu ha ricordato il lavoro in prima linea svolto nell’ultimo anno dagli operatori sanitari del Delogu: «Ringrazio i direttori e tutto il personale di Medicina che in questi lunghi mesi sono stati impegnati nella lotta al coronavirus con professionalità e abnegazione».

Intanto continua la disputa tra l’azienda sanitaria e la Cimo sulle forniture dei dispositivi di protezione al Delogu. Il commissario e il primario di Medicina, Antonello Cossu, hanno smentito ancora una volta le accuse del sindacato: «All’ interno del reparto è sempre stato indossato un doppio paio di calzari, come prevede la procedura. Sui dispositivi non è mai stata riscontrata alcuna carenza: le forniture di calzari e tute non sono mai state interrotte».

Maria Antonietta Cossu

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