ALES
Nasce a Casa Gramsci l’Archivio delle sottoculture popolari
di Ivana Fulghesu
ALES. Nella Ales di Antonio Gramsci nasce l’Archivio Partecipato delle Sottoculture Popolari “ai Margini della Storia”, un unicum nel suo genere nel panorama culturale regionale e nazionale. Non si...
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ALES. Nella Ales di Antonio Gramsci nasce l’Archivio Partecipato delle Sottoculture Popolari “ai Margini della Storia”, un unicum nel suo genere nel panorama culturale regionale e nazionale. Non si tratta di una mera raccolta di memorabilia, ma di un insieme, organizzato e consultabile sia di persona sia attraverso una piattaforma online di prossima realizzazione. In entrambi i luoghi, quello fisico e quello virtuale, si potranno trovare documenti, dischi, testi, fanzine, riviste, giornali, arti grafiche e fumetti, realizzati in un periodo storico che dagli anni ’60 giunge sino ai giorni nostri.
La creazione dell’Archivio “Ai margini della storia” rappresenta l’ultima fase del progetto denominato “Una Storia diversa: promuovere la cultura del volontariato attraverso lo studio delle sottoculture popolari e giovanili”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali tramite un bando regionale dell’Assessorato dell’Igiene e sanità e assistenza sociale. Il progetto dunque ha visto la sua realizzazione al termine di un percorso formativo durato cinque mesi, che ha visto gli operatori e gli aderenti all’Associazione Casa Natale Antonio Gramsci acquisire competenze in tecniche di comunicazione online e offline, di archivistica e di storia delle culture giovanili.
A ispirare l’idea è un passo del quaderno 25 “Ai margini della storia”, scritto nel 1934 da Antonio Gramsci. «Da quel passo è scaturita, in noi dell’Associazione culturale casa natale Antonio Gramsci di Ales, l’idea di dare vita a un centro di documentazione sulle sottoculture popolari che si sono affermate in Sardegna ed in Italia dagli anni ’60 ad oggi: una collezione di materiali che testimoniano la vitalità delle realtà subalterne in rapporto alla cultura di massa così come si è sviluppata dagli anni del boom economico fino ai giorni nostri” dice Ignazio Ibba, presidente dell’Associazione.
La raccolta sarà un continuo work in progress, un lavoro sempre in evoluzione, e si avvarrà della partecipazione volontaria di tutti coloro che, siano essi privati cittadini o istituzioni pubbliche, intendano donare elementi significativi della produzione culturale regionale, nazionale o internazionale del periodo oggetto della ricerca archivistica. L’archivio è dunque destinato a ingrandirsi col passare degli anni.
La creazione dell’Archivio “Ai margini della storia” rappresenta l’ultima fase del progetto denominato “Una Storia diversa: promuovere la cultura del volontariato attraverso lo studio delle sottoculture popolari e giovanili”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali tramite un bando regionale dell’Assessorato dell’Igiene e sanità e assistenza sociale. Il progetto dunque ha visto la sua realizzazione al termine di un percorso formativo durato cinque mesi, che ha visto gli operatori e gli aderenti all’Associazione Casa Natale Antonio Gramsci acquisire competenze in tecniche di comunicazione online e offline, di archivistica e di storia delle culture giovanili.
A ispirare l’idea è un passo del quaderno 25 “Ai margini della storia”, scritto nel 1934 da Antonio Gramsci. «Da quel passo è scaturita, in noi dell’Associazione culturale casa natale Antonio Gramsci di Ales, l’idea di dare vita a un centro di documentazione sulle sottoculture popolari che si sono affermate in Sardegna ed in Italia dagli anni ’60 ad oggi: una collezione di materiali che testimoniano la vitalità delle realtà subalterne in rapporto alla cultura di massa così come si è sviluppata dagli anni del boom economico fino ai giorni nostri” dice Ignazio Ibba, presidente dell’Associazione.
La raccolta sarà un continuo work in progress, un lavoro sempre in evoluzione, e si avvarrà della partecipazione volontaria di tutti coloro che, siano essi privati cittadini o istituzioni pubbliche, intendano donare elementi significativi della produzione culturale regionale, nazionale o internazionale del periodo oggetto della ricerca archivistica. L’archivio è dunque destinato a ingrandirsi col passare degli anni.
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