Il Tar dice sì al nuovo molo di Mare Morto

Cabras, i giudici danno ragione al Comune e bocciano il ricorso presentato dall’associazione Adina

CABRAS. Il Tar affonda il ricorso di Adina e riporta in superficie il pontile galleggiante di Mare Morto. Il primo round tra l’associazione di diportisti nautici e il Comune è appannaggio dell’amministrazione che annuncia l’immediata ripresa dei lavori avviati in sinergia con l’Area Marina Protetta Sinis-Mal di Ventre. Le opere di installazione del pontile si erano infatti fermate poco più di due settimane fa, quando gli stessi giudici del Tar avevano accolto la richiesta di sospensiva dei lavori presentata da Adina che riteneva che il posizionamento del molo galleggiante fosse viziato da una serie di irregolarità amministrative.

Il ricorso al Tar era stato il culmine di uno scontro che si era acceso già diversi mesi fa, quando erano state rese pubbliche le intenzioni del Comune. Il nuovo pontile si trova in una zona in cui era già presente da circa trent’anni il molo dell’associazione Adina, la quale aveva paventato danni ambientali e aveva parlato, tramite il suo presidente Ivo Zoccheddu, di concorrenza sleale applicata dal Comune che offrirebbe gli stessi servizi a un prezzo più vantaggioso di quanto possa fare l’associazione.

Era quindi partito il ricorso proprio nei giorni successivi alla comparsa dei mezzi di lavoro e degli operai che lo stavano installando. Nel mentre anche l’associazione civica per la tutela e la promozione del territorio si era inserita nella disputa, parlando di danno ambientale in una zona ritenuta già fortemente compromessa per via dell’intervento dell’uomo. Ma ovviamente questa non è materia da tribunale, che ha invece esaminato aspetti più tecnici legati al rispetto di tutti i passaggi procedurali e delle autorizzazioni in possesso del Comune di Cabras e dell’Area Marina.

L’amministrazione, dopo aver incassato la sospensiva, aveva atteso il giudizio nel merito che è arrivato ieri. Dopo aver avuto ragione dal Tar il sindaco Andrea Abis ha salutato la sentenza in questo modo: «Eravamo sicuri della bontà del nostro progetto e del nostro operato. Il responso del tribunale ci ha dato ragione e ha giudicato insussistente la richiesta di sospensiva. I lavori riprenderanno subito e apriremo il servizio agli utenti prima possibile».

Ora bisogna attendere per capire se Adina deciderà di andare oltre e ricorrere al Consiglio di Stato.

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