Gli studiosi: «Rischio idrogeologico inferiore»

Cabras, il consiglio comunale approva la variante al Piano e ora l’urbanistica avrà meno vincoli

CABRAS. Con voto unanime, il consiglio comunale ha adottato ieri un’importante variante al Piano di assetto idrogeologico. La ricerca, condotta dal Consorzio di Bonifica dell’Oristanese attraverso i rilievi degli studiosi del Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Ingegneria delle Georisorse, ha prodotto «risultati sorprendenti», come sottolineato dal sindaco, Andrea Abis. Il lavoro è suddiviso in due parti: una relativa al rischio di alluvioni, l'altra al rischio frane. Quanto al pericolo alluvionale, i nuovi dati hanno restituito valori di livello idrico massimo dello Stagno e del Rio Tanui nettamente inferiori rispetto a quelli del Piano vigente, passando da 1,80 metri di livello delle acque a un metro. Gli studi rilevano nelle aree precedentemente classificate come Hi3, ovvero ad alto rischio idrogeologico – essenzialmente l'area P.I.P. e quella limitrofa allo Stagno di Mare Pontis e al Rio Tanui –, un grado di rischio più basso (Hi1) rispetto al passato.

La novità non è di poco conto: se lo studio sarà adottato anche dalla Regione, infatti, consentirà un’elasticità maggiore nella concessione delle autorizzazioni edilizie in quelle zone, con tutte le conseguenze che questo comporterebbe per lo sviluppo economico e turistico. «Finora i proprietari di immobili nelle zone a sud dell’abitato che intendono effettuare lavori, subiscono notevoli limitazioni», ha osservato l'assessore ai Lavori pubblici e all’Urbanistica, Enrico Giordano.

Le zone ad alta criticità alluvionale resterebbero poche e localizzate essenzialmente all’interferenza con alcune opere di attraversamento, in particolare sul ponte di ingresso in via Leopardi. «Si tratta di uno studio molto importante, mai realizzato prima – ha sottolineato il sindaco – e costituisce un passaggio fondamentale per lo sviluppo urbanistico. È propedeutico al Puc, il quale deve essere infatti adeguato al Piano Paesaggistico Regionale e al Piano idrogeologico. I dati ottenuti sono ottimali».

Per la parte del lavoro relativo al rischio frane, invece, lo studio ha confermato una criticità molto elevata della zona costiera che va da Capo San Marco a Turr ’e Seu mettendo in evidenza processi evolutivi che determinano un arretramento della falesia con potenziali fenomeni di crollo. Già lunedì, vista l'immediata esecutività, è prevista la presentazione della variante agli uffici regionali. «È un importante passo avanti dopo due anni di lavoro – ha concluso l'assessore Giordano –. Ora potremo proseguire l’iter che ci porterà all’adozione del Puc». (p.camedda)

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