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Oristano

Elezioni comunali 2022, in quattro tentano la fuga

di Davide Pinna
Elezioni comunali 2022, in quattro tentano la fuga

Psd’Az, Lega, Udc e Sardegna 20Venti formano il primo embrione di coalizione Auspicano unità nello schieramento ma tengono fuori Fdi, il partito del sindaco

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ORISTANO. Se ne parlava già da tempo, ma è arrivata la conferma ufficiale: il centro destra oristanese, per ora, è diviso in due nella corsa verso le elezioni comunali del 2022. L’obiettivo resta quello dell’unità, ma andrà costruito nei prossimi mesi e l’esito dell’operazione non è scontato. Le quattro forze di centro destra escluse dal governo cittadino, ossia Psd’Az, Udc, Sardegna 20Venti e Lega – rappresentate rispettivamente dai segretari cittadini Simone Prevete e Michele Piredda, dall’assessora regionale all’Industria Anita Pili e dal coordinatore provinciale Luca Erba – hanno annunciato di essersi incontrati per parlare delle prossime elezioni.

«L’incontro – spiegano – aveva lo scopo di vagliare le opportune iniziative tese alla costruzione di una coalizione coesa, con accordi e programmi condivisi, al precipuo fine di garantire il successo alla compagine di centro destra». La nota si chiude con l’auspicio «che i rappresentanti delle restanti forze politiche presenti in seno all’attuale giunta regionale condividano la necessità di dar vita a un’unica coalizione e di avviare quanto prima le interlocuzioni necessarie».

Il riferimento è a Fratelli d’Italia, il partito del sindaco Andrea Lutzu, a Forza Italia e ai Riformatori, tre dei quattro partiti che governano la città. Esclusa Fortza Paris, che in Regione non è rappresentata, ma a Oristano è la seconda forza in Consiglio comunale, a pari merito con Forza Italia. Fuori anche il Movimento Popolare Civico, nuova forza dell’ex Riformatore Attilio Dedoni che al momento si muove da libero battitore.

L’unità del centro destra sembrerebbe un fatto scontato, soprattutto se la stessa coalizione governa, per quanto non manchino le tensioni, la Regione. Tuttavia, se i rappresentanti delle quattro forze hanno sentito la necessità di auspicarlo pubblicamente, è evidente che non si tratti di una certezza e all’interno dei partiti rimasti fuori da questo tavolo c’è chi sospetta che si tratti di una mossa che nasconde, in realtà, l’intenzione di addossare alla maggioranza cittadina la responsabilità di un’eventuale divisione.

D’altra parte l’Udc ha esplicitamente posto un veto sull’eventuale ricandidatura di Andrea Lutzu e nella nota non mancano passaggi polemici, quantomeno fra le righe: «La coalizione dovrà avere come principio cardine il buon governo per il rilancio di Oristano», e se c’è bisogno di rilancio è evidente che si ritiene che sinora le cose non siano andate bene. E ancora: «È necessario che i futuri amministratori impegnino le loro energie esclusivamente per il raggiungimento degli obiettivi programmatici, spogliandosi sin dal primo momento di qualsiasi incombenza politica di esclusiva spettanza dei partiti», con quello che sembra un riferimento alle tensioni fra il sindaco Lutzu da una parte e l’Udc e il Psd’Az dall’altra. Tensioni che hanno portato all’uscita dalla maggioranza delle due forze.

Per ora, la reazione del partito più importante fra gli esclusi è diplomatica. «Se auspicano l’unità del centro destra, allora abbiamo gli stessi obiettivi», commenta il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e consigliere regionale Francesco Mura.

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