Candidato sindaco, sardisti già divisi
Il segretario della sezione Mossa contesta la scelta del consigliere Prevete di dialogare con Lega, Udc e Sardegna 2020
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ORISTANO. Reazioni, tra rabbia e scetticismo, alla notizia del primo incontro tra Lega, Sardisti, Sardegna 2020 e Udc per individuare una strategia comune in vista delle prossime comunali. E la reazione non viene dagli altri partiti della coalizione esclusi dall’incontro, ma da una componente sardista, in questo caso il direttivo della storica sezione Antoni Simon Mossa. In una nota il suo segretario Paolo Angioi ammette di aver «appreso soltanto dalla stampa locale di incontri e trattative fra forze politiche inerenti il comune di Oristano che interverrebbero sia sulla situazione amministrativa attuale che sulla prospettiva delle prossime elezioni comunali». Insomma la sezione Sardista non approva la creazione del “Quartetto” in chiave anti-Lutzu, e rilancia precisando che la base del PSd’Az oristanese è già intenta ad elaborare le linee caratterizzanti del progetto politico sardista per la città, aperto ad un confronto a 360°, che sarà auspicabilmente discusso e concertato con i propri organismi dirigenti - purtroppo al momento ancora vacanti - una volta che questi saranno legittimamente eletti alla luce del tesseramento del 2021. Le posizioni politiche dei singoli tesserati sardisti, espresse a titolo di rappresentanti di non meglio precisati coordinamenti cittadini del partito, rappresentano attualmente un riferimento politico all’interno del consiglio comunale ora non più riconducibile al PSd’Az e, tantomeno, la voce ufficiale del PSd’Az di Oristano».
La spaccatura sardista non accenna quindi a ricomporsi. Lo scorso dicembre il presidente sardista Antonio Moro aveva commissariato la segreteria cittadina ritenendo il congresso celebrato in videoconferenza nullo. E le due anime dei sardisti continuano a sfidarsi sul terreno più scivoloso: quello della composizione delle alleanze per le prossime comunali. Il gruppo che fa capo a Prevete guarda al dopo Lutzu, e non nasconde di voler cercare con alcuni degli alleati dei Quattro Mori, Lega, Udc e Sardegna 2020, una alternativa all’attuale sindaco.
La sezione cittadina invece va in direzione opposta e guarda a una possibile ricandidatura dello stesso Lutzu, contestando e non riconoscendo alcun titolo ai partecipanti alla riunione del “Quartetto”.
La guerra intestina dentro ai Sardisti oristanesi non sembra possa ricomporsi in tempi rapidi e creerà comunque problemi al partito sia in vista della collocazione per scelta del candidato a sindaco sia per la composizione delle liste.(g.cen.)
La spaccatura sardista non accenna quindi a ricomporsi. Lo scorso dicembre il presidente sardista Antonio Moro aveva commissariato la segreteria cittadina ritenendo il congresso celebrato in videoconferenza nullo. E le due anime dei sardisti continuano a sfidarsi sul terreno più scivoloso: quello della composizione delle alleanze per le prossime comunali. Il gruppo che fa capo a Prevete guarda al dopo Lutzu, e non nasconde di voler cercare con alcuni degli alleati dei Quattro Mori, Lega, Udc e Sardegna 2020, una alternativa all’attuale sindaco.
La sezione cittadina invece va in direzione opposta e guarda a una possibile ricandidatura dello stesso Lutzu, contestando e non riconoscendo alcun titolo ai partecipanti alla riunione del “Quartetto”.
La guerra intestina dentro ai Sardisti oristanesi non sembra possa ricomporsi in tempi rapidi e creerà comunque problemi al partito sia in vista della collocazione per scelta del candidato a sindaco sia per la composizione delle liste.(g.cen.)
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