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Palazzina di via De Gasperi sanatoria sblocca-lavori

Palazzina di via De Gasperi sanatoria sblocca-lavori

ORISTANO. Due tribunali sono già al lavoro, sulla palazzina in costruzione all’angolo fra via Leone XIII e via De Gasperi. I lavori erano stati bloccati nel 2020 dal Tar di Cagliari, che aveva...

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ORISTANO. Due tribunali sono già al lavoro, sulla palazzina in costruzione all’angolo fra via Leone XIII e via De Gasperi. I lavori erano stati bloccati nel 2020 dal Tar di Cagliari, che aveva accolto il ricorso di due vicini, rappresentati dall’avvocato Luca Casula, contro una delle imprese costruttrici, l’Edilizia Via Mazzini di Antonio Loddo rappresentata dall’avvocato Piero Franceschi, e il Comune difeso dalla legale Gianna Caccavale. Poi la Gip del Tribunale di Oristano, Silvia Palmas aveva accolto la richiesta di sequestro formulata dal pubblico ministero Andrea Chelo, sulla base di un fascicolo per abuso edilizio. Tutto questo accadeva nel 2020 e da allora i lavori della palazzina, che nel progetto originario avrebbe dovuto avere sei piani per un’altezza totale di 19 metri secondo le valutazioni dei giudici amministrativi, si sono bloccati. Ora c’è una novità, che arriva dall’ufficio tecnico del Comune. È stata infatti accolta la richiesta di sanatoria, tecnicamente si tratta di un permesso di costruire in accertamento di conformità, presentata dalla ditta con progetto redatto dall’ingegnere Adriano Sorrentino. «Il provvedimento – spiegano dall’ufficio tecnico – riguarda la sanatoria di quanto realizzato sinora»: precisamente, si tratta delle fondamenta in cemento armato e delle strutture portanti di piano terra, primo piano e secondo piano. La sanatoria non va dunque contro le prescrizioni del Tar, che aveva imposto al Comune di misurare l’altezza media degli edifici circostanti e autorizzare un progetto conseguente, senza sforare il limite di 13 metri previsto dal Puc. La ditta dovrà pagare un’oblazione di 17 mila euro per ottenere la sanatoria. Dato che però la sentenza del Tar è stata appellata davanti al Consiglio di Stato, Comune e ditta hanno optato per la stipula di una polizza fideiussoria: se infatti i giudici romani dovessero dare ragione ai costruttori, verrebbe meno l’esigenza della sanatoria e l’oblazione non andrebbe più pagata. (dav.pi.)

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