La Nuova Sardegna

Oristano

I volontari di Seneghe hanno salvato il paese

di Piero Marongiu
I volontari di Seneghe hanno salvato il paese

A centinaia sono accorsi nelle aree verdi al confine con Santu Lussurgiu bloccando l’avanzata delle fiamme. Il Commissario: «Sono stati encomiabili»

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SENEGHE. Sotto i lecci secolari di Nuraghe Ruiu, una famiglia di turisti tedeschi pranza serenamente. Dell’inferno di fuoco che ha ridotto in cenere oltre ventimila ettari del Montiferru, non sa nulla. Si è fermata in quel punto del bosco perché colpiti dalla sua bellezza. Un luogo che solo poche ore prima ha rischiato di essere cancellato dalle fiamme che hanno devastato il versante opposto del Montiferru, quello di Cuglieri, Santu Lussurgiu, Scano di Montiferro. A salvarlo sono stati i volontari, seneghesi e dei paesi limitrofi, che si sono opposti alle fiamme che lo minacciavano da vicino. «Il fuoco - dicono -, spinto da un forte vento di libeccio, si avvicinava pericolosamente a Sos Paris». I volontari, oltre duecento, non hanno esitato a rispondere all’appello della Commissaria straordinaria Graziella Madau. Tra di essi molti allevatori, cacciatori, agricoltori e semplici cittadini: tutti grandi conoscitori del territorio boschivo. A coordinarli Salvatore Cubeddu, operaio comunale. Armati di roncole, zappe e quant’altro fosse utile a ripulire le aree maggiormente a rischio, i volontari, hanno eliminato arbusti, rami secchi, rovi, piante abbattute dal vento in precedenza e realizzato le fasce tagliafuoco; altri, invece, con le autobotti montate su trattori e fuori strada, hanno inondato d’acqua il terreno e messo in sicurezza un lungo tratto di bosco. Alla fine, stremati ma soddisfatti, sono riusciti a salvare l’unico polmone verde rimasto nel Montiferru. «Sono stati tutti encomiabili – ha detto la commissaria Graziella Madau nella foto – la risposta dei seneghesi, ma anche dei volontari giunti da altri paesi, ancora una volta ha dimostrato quanto le nostre popolazioni siano attaccate ai loro territori». I diretti interessati ritengono di aver fatto solo quello che era giusto fare in quel momento. «Bisognava dare una mano – dicono – e lo abbiamo fatto. Ognuno ha dato quello che poteva. Tutti hanno fatto il loro dovere. L’importante era fermare il fuoco, e per fortuna, ci siamo riusciti». Ma il grande cuore delle popolazioni del Montiferru non si è fermato con lo spegnimento del rogo. Ieri mattina è iniziata una vera e propria gara di solidarietà, volta a raccogliere aiuti immediati per sostenere chi ha subito i danni più gravi. L’appello è rivolto a tutti coloro possono, anche con una semplice offerta in denaro «che – chiariscono – verrà utilizzato per acquistare foraggio, mangimi, o altri generi necessari alle aziende agricole e agli allevatori». Per donare basta contattare gli organizzatori delle iniziative attivate nei paesi. Per Santu Lussurgiu, chi volesse effettuare una donazione può farlo sul c/c intestato a Comune di Santu Lussurgiu, IBAN IT79N0101585610000000022009, causale: Donazione per emergenza incendi. “Utilizzeremo le risorse per il ripristino della funzionalità di alcuni servizi pubblici e per le necessità più immediate di ricostruzione”, ha detto Loi. Anche a Cuglieri, dove il fuoco è arrivato all’interno del centro abitato, servono aiuti. Il sindaco Gianni Panichi, ha detto: «dobbiamo rialzarci da questa tragedia e andare avanti. Chi volesse dare il proprio contributo, può rivolgersi ai numeri messi a disposizione dal Comune: 3287284176 e 339 2894195».

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