Santa Giusta, ucciso in casa
di Giuseppe Centore
La vittima è Ignazio Manca, a dare l’allarme è stato il fratello Carmine. La Procura indaga per omicidio
4 MINUTI DI LETTURA
SANTA GIUSTA. Di certo c’è che è morto. Ucciso da una o più coltellate. Su tutto i l resto si deve fare ancora chiarezza.
Il paese lagunare è stato sconvolto ieri mattina dalla morte violenta di Ignazio Manca, 58enne residente in via Giovanni XXIII. L’uomo è stato trovato, secondo la ricostruzione dello stesso fratello Carmine, di tre anni più grande, all’interno del garage della sua abitazione, con una profonda ferita alla gamba che probabilmente ha reciso l’arteria femorale. Da qui le copiose tracce di sangue rinvenute nel locale e anche all’esterno. Per Ignazio Manca i soccorsi sono stati inutili, i carabinieri hanno subito avvisato i loro colleghi del Comando Provinciale che hanno a loro volta avvisato la squadra del Ris di Cagliari. L’intera zona è stata isolata. Gli esperti dei Carabinieri hanno lavorato a lungo in tutti i locali dell’appartamento e solo nel pomeriggio hanno dato l’ok per la rimozione del cadavere. Sul posto i vertici dell’Arma, con il vicecomandante provinciale Davide Egidi e il comandante della Compagnia di Oristano Francesco Giola, che hanno atteso l’arrivo del Procuratore della Repubblica Ezio Domenico Basso, che ha dato le prime disposizioni operative.
Le indagini. A lungo sono stati sentiti i parenti e gli amici sia di Ignazio che di Carmine, come a lungo è stato scandagliato l’edificio dove abitavano i due fratelli, che però avevano ingressi separati e abitavano sue due piani distinti. Ignazio abitava al piano terra di via Giovanni XXIII, il fratello a quello superiore. Entrambi non erano sposati. All’immobile si poteva accedere anche da via Garibaldi, parallela, dove si apriva il garage al cui interno è stato trovato il cadavere. Ignazio Manca era conosciuto in paese anche per sue doti atletiche. Appassionato di bici riversava sullo sport le delusioni professionali: aveva perso il lavoro, e pur avendo la qualifica di idraulico, era stato costretto a chiedere il reddito di cittadinanza.
Non è ancora chiaro cosa sia successo a casa Manca e quale sia stata l’ipotetica successione degli eventi. Quando è morto Ignazio, in che ambiente è stato colpito (visto che l’ipotesi di incidente domestico dopo le prime ore è caduta per stessa ammissione degli inquirenti), come è arrivato nel locale dove è stato rinvenuto il suo corpo? Sono queste le principali domande alle quali gli esperti dei Carabinieri devono rispondere.
Il fratello. Nel frattempo gli investigatori hanno accompagnato in caserma, nella sede del comando provinciale di Oristano, il fratello Carmine, noto Carmineddu, per farsi raccontare con più dettagli possibili cosa sia avvenuto ieri mattina a casa del fratello, come lo abbia trovato e cosa abbia fatto nelle ore immediatamente precedenti la morte violenta. Secondo una ricostruzione non ufficiale, il fratello avrebbe dichiarato di aver trovato questa mattina il cadavere di Ignazio e di aver dato subito l’allarme. A conferma di questa versione dei fatti ci sarebbero elementi che fanno presupporre una morte avvenuta diverse ore prima del ritrovamento del cadavere. In ogni caso sarà la complessa relazione sull’analisi delle tracce ematiche a fornire elementi importanti su ora, luogo e attimi precedenti l’omicidio.
L’orario della morte, il luogo esatto e l’arma usata per il delitto (non si sa se il coltello usato per ferire mortalmente Ignazio sia stato trovato) devono essere ancora definiti con esattezza. Altre informazioni decisive arriveranno dall’autopsia che dovrebbe essere effettuata domani. Ignazio è stato colpito per sbaglio alla gamba? Ci sono altre ferite sul suo corpo, da che distanza è stato colpito e con quale angolo il coltello lo ha investito? Risposte decisive per capire come è stato ucciso Ignazio Manca.
Le informazioni. Insieme agli esami e alle verifiche medico-legali, un ruolo importante, se non decisivo lo avranno anche le indagini più tradizionali: gli incontri dei carabinieri con i parenti, gli amici, e i vicini dei due fratelli per ricostruire il loro rapporto e per cercare di tessere la sequenza dei momenti che ha portato alla morte violenta di Ignazio. Una notizia non ufficialmente smentita fa riferimento a una rapporto tra i due fratelli non del tutto sereno, al punto che vi sarebbero tracce ufficiali di denunce reciproche. Sino alla tarda serata di ieri Carmine era ancora in caserma a Oristano.
Il paese lagunare è stato sconvolto ieri mattina dalla morte violenta di Ignazio Manca, 58enne residente in via Giovanni XXIII. L’uomo è stato trovato, secondo la ricostruzione dello stesso fratello Carmine, di tre anni più grande, all’interno del garage della sua abitazione, con una profonda ferita alla gamba che probabilmente ha reciso l’arteria femorale. Da qui le copiose tracce di sangue rinvenute nel locale e anche all’esterno. Per Ignazio Manca i soccorsi sono stati inutili, i carabinieri hanno subito avvisato i loro colleghi del Comando Provinciale che hanno a loro volta avvisato la squadra del Ris di Cagliari. L’intera zona è stata isolata. Gli esperti dei Carabinieri hanno lavorato a lungo in tutti i locali dell’appartamento e solo nel pomeriggio hanno dato l’ok per la rimozione del cadavere. Sul posto i vertici dell’Arma, con il vicecomandante provinciale Davide Egidi e il comandante della Compagnia di Oristano Francesco Giola, che hanno atteso l’arrivo del Procuratore della Repubblica Ezio Domenico Basso, che ha dato le prime disposizioni operative.
Le indagini. A lungo sono stati sentiti i parenti e gli amici sia di Ignazio che di Carmine, come a lungo è stato scandagliato l’edificio dove abitavano i due fratelli, che però avevano ingressi separati e abitavano sue due piani distinti. Ignazio abitava al piano terra di via Giovanni XXIII, il fratello a quello superiore. Entrambi non erano sposati. All’immobile si poteva accedere anche da via Garibaldi, parallela, dove si apriva il garage al cui interno è stato trovato il cadavere. Ignazio Manca era conosciuto in paese anche per sue doti atletiche. Appassionato di bici riversava sullo sport le delusioni professionali: aveva perso il lavoro, e pur avendo la qualifica di idraulico, era stato costretto a chiedere il reddito di cittadinanza.
Non è ancora chiaro cosa sia successo a casa Manca e quale sia stata l’ipotetica successione degli eventi. Quando è morto Ignazio, in che ambiente è stato colpito (visto che l’ipotesi di incidente domestico dopo le prime ore è caduta per stessa ammissione degli inquirenti), come è arrivato nel locale dove è stato rinvenuto il suo corpo? Sono queste le principali domande alle quali gli esperti dei Carabinieri devono rispondere.
Il fratello. Nel frattempo gli investigatori hanno accompagnato in caserma, nella sede del comando provinciale di Oristano, il fratello Carmine, noto Carmineddu, per farsi raccontare con più dettagli possibili cosa sia avvenuto ieri mattina a casa del fratello, come lo abbia trovato e cosa abbia fatto nelle ore immediatamente precedenti la morte violenta. Secondo una ricostruzione non ufficiale, il fratello avrebbe dichiarato di aver trovato questa mattina il cadavere di Ignazio e di aver dato subito l’allarme. A conferma di questa versione dei fatti ci sarebbero elementi che fanno presupporre una morte avvenuta diverse ore prima del ritrovamento del cadavere. In ogni caso sarà la complessa relazione sull’analisi delle tracce ematiche a fornire elementi importanti su ora, luogo e attimi precedenti l’omicidio.
L’orario della morte, il luogo esatto e l’arma usata per il delitto (non si sa se il coltello usato per ferire mortalmente Ignazio sia stato trovato) devono essere ancora definiti con esattezza. Altre informazioni decisive arriveranno dall’autopsia che dovrebbe essere effettuata domani. Ignazio è stato colpito per sbaglio alla gamba? Ci sono altre ferite sul suo corpo, da che distanza è stato colpito e con quale angolo il coltello lo ha investito? Risposte decisive per capire come è stato ucciso Ignazio Manca.
Le informazioni. Insieme agli esami e alle verifiche medico-legali, un ruolo importante, se non decisivo lo avranno anche le indagini più tradizionali: gli incontri dei carabinieri con i parenti, gli amici, e i vicini dei due fratelli per ricostruire il loro rapporto e per cercare di tessere la sequenza dei momenti che ha portato alla morte violenta di Ignazio. Una notizia non ufficialmente smentita fa riferimento a una rapporto tra i due fratelli non del tutto sereno, al punto che vi sarebbero tracce ufficiali di denunce reciproche. Sino alla tarda serata di ieri Carmine era ancora in caserma a Oristano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
