Conta dei danni nei campi distrutti dalle fiamme
Ad Abbasanta e Cabras è stato di calamità naturale per i roghi di luglio Per ora sono 34 le imprese e i cittadini che hanno subito perdite per il fuoco
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ABBASANTA. Dopo i roghi, arriva il momento della conta dei danni. In attesa di quantificare quelli enormi che riguardano il Montiferru, ci si concentra sui precedenti incendi di Abbasanta e Cabras. Nel primo caso il Comune spera nel sostegno della Regione per avviare l’opera di recupero e ripristino del patrimonio ambientale andato in fumo il 12 e 13 luglio e per consentire agli operatori di recuperare le perdite economiche subite. Nei giorni scorsi l’amministrazione locale ha fatto istanza per il riconoscimento dello stato di calamità naturale chiedendo il supporto della Protezione civile e del Corpo forestale per la rilevazione e la stima dei danni e un aiuto finanziario a favore delle aziende agricole e dei proprietari dei terreni bruciati.
In base alla ricognizione preliminare avviata dal Comune alcuni giorni dopo la bonifica nei quasi 300 ettari di superficie percorsa dal fuoco, sono almeno 34 le imprese del settore primario e i cittadini privati che hanno subito perdite. I danni più ingenti riguardano gli uliveti, le vigne, i pascoli e i frutteti, ma nel rogo sono andate perse anche recinzioni e attrezzature da lavoro. Finora è stato impossibile effettuare i sopralluoghi con l’ausilio della Forestale a causa dello stato di emergenza permanente in cui versavano il Montiferru e il resto dell’Oristanese durante le lunghe operazioni di bonifica e nei giorni in cui è stata diramata l’allerta per pericolo estremo.
Poco meno di una settimana fa un nuovo focolaio nelle campagne di Santu Lussurgiu ha minacciato da vicino le campagne di Abbasanta, che alla fine sono state risparmiate. «Aspettiamo che cessi l’emergenza per fare sopralluoghi più accurati che ci consentano poi di procedere alle operazioni di ripristino dello stato dei luoghi», ha detto la sindaca Patrizia Carta. Intanto nei giorni scorsi gli allevatori di Abbasanta hanno ricevuto un primo carico di aiuti dai pastori e dal Comune di Sedilo, che hanno inviato foraggio anche a Scano Montiferru e Sennariolo.
Le procedure sono state avviate anche a Cabras, dove la giunta Abis, con la delibera del 2 agosto, ha dichiarato lo stato di calamità naturale in seguito all’incendio che si è sviluppato il 24 luglio, provocando molteplici danni a strutture, terreni e animali nella località Pauledda e nella periferia settentrionale della cittadina. È un passaggio formale che consente di avviare le procedure di aiuto ai soggetti danneggiati. Da oggi la Protezione Civile effettuerà i primi rilievi per le valutazioni dei danni alle abitazioni, ai beni mobili registrati e alle attività economiche. I sopralluoghi per i danni all’agricoltura, invece, saranno realizzati dalla Regione in un secondo momento.
Gli interessati potranno presentare le istanze per ottenere un contributo secondo le modalità che saranno stabilite dalla Regione stessa. «Il rogo si è esteso in un’area piuttosto ampia che ha interessato la periferia nord dell’abitato e le campagne limitrofe – sottolineano il sindaco Andrea Abis e l’assessora all’Agricoltura Alessandra Pinna –. È stato fronteggiato grazie all’intervento della macchina regionale antincendio, che con un elicottero ha consentito il blocco delle fiamme a tarda serata, delle forze di polizia locali e dei volontari. I gravi danni agli immobili, alle strutture private e alle aziende agricole rendono necessari interventi di ripristino per i quali è indispensabile un sostegno finanziario pubblico». (mac / p.camedda)
In base alla ricognizione preliminare avviata dal Comune alcuni giorni dopo la bonifica nei quasi 300 ettari di superficie percorsa dal fuoco, sono almeno 34 le imprese del settore primario e i cittadini privati che hanno subito perdite. I danni più ingenti riguardano gli uliveti, le vigne, i pascoli e i frutteti, ma nel rogo sono andate perse anche recinzioni e attrezzature da lavoro. Finora è stato impossibile effettuare i sopralluoghi con l’ausilio della Forestale a causa dello stato di emergenza permanente in cui versavano il Montiferru e il resto dell’Oristanese durante le lunghe operazioni di bonifica e nei giorni in cui è stata diramata l’allerta per pericolo estremo.
Poco meno di una settimana fa un nuovo focolaio nelle campagne di Santu Lussurgiu ha minacciato da vicino le campagne di Abbasanta, che alla fine sono state risparmiate. «Aspettiamo che cessi l’emergenza per fare sopralluoghi più accurati che ci consentano poi di procedere alle operazioni di ripristino dello stato dei luoghi», ha detto la sindaca Patrizia Carta. Intanto nei giorni scorsi gli allevatori di Abbasanta hanno ricevuto un primo carico di aiuti dai pastori e dal Comune di Sedilo, che hanno inviato foraggio anche a Scano Montiferru e Sennariolo.
Le procedure sono state avviate anche a Cabras, dove la giunta Abis, con la delibera del 2 agosto, ha dichiarato lo stato di calamità naturale in seguito all’incendio che si è sviluppato il 24 luglio, provocando molteplici danni a strutture, terreni e animali nella località Pauledda e nella periferia settentrionale della cittadina. È un passaggio formale che consente di avviare le procedure di aiuto ai soggetti danneggiati. Da oggi la Protezione Civile effettuerà i primi rilievi per le valutazioni dei danni alle abitazioni, ai beni mobili registrati e alle attività economiche. I sopralluoghi per i danni all’agricoltura, invece, saranno realizzati dalla Regione in un secondo momento.
Gli interessati potranno presentare le istanze per ottenere un contributo secondo le modalità che saranno stabilite dalla Regione stessa. «Il rogo si è esteso in un’area piuttosto ampia che ha interessato la periferia nord dell’abitato e le campagne limitrofe – sottolineano il sindaco Andrea Abis e l’assessora all’Agricoltura Alessandra Pinna –. È stato fronteggiato grazie all’intervento della macchina regionale antincendio, che con un elicottero ha consentito il blocco delle fiamme a tarda serata, delle forze di polizia locali e dei volontari. I gravi danni agli immobili, alle strutture private e alle aziende agricole rendono necessari interventi di ripristino per i quali è indispensabile un sostegno finanziario pubblico». (mac / p.camedda)
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