Polo museale Gramsci, ecco il progetto vincente

Ghilarza, il complesso comprenderà la casa e altri edifici storici come la vecchia sede del PCI

GHILARZA. Il concorso internazionale di progettazione del polo museale Antonio Gramsci ha un vincitore. È un raggruppamento di liberi professionisti di cui fanno parte Fabiana Ledda e Riccardo Onnis e la consulente Federica Carta. Ieri è stata comunicata la graduatoria provvisoria stilata sulla base delle valutazioni della commissione nominata dall’Unione del Guilcier, cui è demandato il procedimento per l’appalto dell’opera nata da un’idea condivisa dalla Fondazione Casa Museo Gramsci e dal Comune.

La classifica con i cinque candidati che hanno superato l’ultimo sbarramento su un parterre di trentadue concorrenti diventerà definitiva dopo le verifiche della documentazione. Una volta archiviata la pratica si aprirà la fase delle consultazioni tra lo studio professionale incaricato e i committenti. L’elaborato esecutivo dovrà essere validato dal comitato formato da Fondazione, Comune e Dipartimento di architettura di Cagliari. «A questo parere, che sarà vincolante, seguirà l’iter per le autorizzazioni. È un procedimento complesso, perciò mi riterrei già soddisfatto se l’opera fosse appaltata all'inizio del prossimo anno», afferma il presidente della Fondazione, Giorgio Macciotta.

Il polo museale riunirà il monumento nazionale che un tempo fu la dimora dei Gramsci, la sede dell’ex Pci, l’edificio interposto tra i due immobili e l’ex pretura. Questa soluzione permetterà di intensificare, moltiplicare e diversificare le attività di valorizzazione e divulgazione dell’eredità culturale dell’intellettuale e di potenziare gli spazi espositivi unitamente a quelli riservati allo studio e alla ricerca. Il sito potrebbe diventare un attrattore turistico per un intero territorio oltre che centro di nuovi fermenti culturali. «Il museo esercita un forte richiamo a livello internazionale e, se gestito nell’ottica di uno sviluppo territoriale, potrà determinare ricadute importanti non solo per Ghilarza ma per un’area molto più vasta – evidenzia Macciotta –. Quello circostante è un territorio ricco di risorse», prosegue il presidente della fondazione citando i siti di Losa, Santa Cristina, Tharros e le terme romane di Fordongianus: «Sono alcuni esempi, ma se messi a sistema e collegati a un circuito di servizi e strutture ricettive il ritorno economico sarebbe notevole e il polo museale rappresenterebbe un valore aggiunto». Le occasioni di ribalta non mancano, a cominciare dalla prossima edizione della Gramsci Summer School, che a settembre porterà a Ghilarza quindici studenti e altrettanti docenti universitari dall’Italia e dall’estero. (mac)

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