La Nuova Sardegna

Oristano

Ispezionato il telefonino di Ignazio Manca

di Enrico Carta
Ispezionato il telefonino di Ignazio Manca

Santa Giusta. Indagini sulla morte del 57enne trovato in casa in un lago di sangue il 30 luglio

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SANTA GIUSTA. Dalla casa piena di sangue di via Garibaldi alla caserma dei carabinieri. Dopo l’autopsia sul corpo di Ignazio Manca, il 57enne ritrovato privo di vita venerdì 30 luglio dal fratello Carmine, un altro accertamento tecnico irripetibile è stato effettuato ieri mattina. Nella sede del Comando provinciale dell’Arma il perito ha avviato l’esame del telefonino del morto, il cui corpo era adagiato quasi per intero per terra nel garage, se si eccettua la testa e una piccola parte del busto che erano poggiati sulla macchina.

Dopo aver setacciato palmo a palmo la casa; dopo aver avviato l’esame anche delle tracce di sangue ritrovate sul marciapiede di fronte all’ingresso oltre che sulle tantissime presenti nell’abitazione, i carabinieri ora iniziano delle nuove verifiche. Le ha richieste il sostituto procuratore Valerio Bagattini che coordina il lavoro degli inquirenti sotto la supervisione del procuratore Ezio Domenico Basso. Nei giorni scorsi proprio la procura aveva deciso di iscrivere Carmine Manca, il fratello di Ignazio, sul registro degli indagati con la contestazione di omicidio, chiarendo però che era un atto dovuto per poi poter effettuare una serie di accertamenti che avrebbero richiesto la presenza di un difensore. Ecco perché anche ieri la convocazione per questa nuova fase d’inchiesta è arrivata all’avvocato Simone Prevete.

Cosa cerchino gli inquirenti sul telefonino, su cui c’erano altre macchie di sangue, è intuitivo. Dal registro delle chiamate e dai messaggi o eventualmente dalle chat dei social network potrebbero esserci elementi utili a dipanare la matassa che si presenta quanto mai intricata. La riprova è nel fatto che, anche a giorni di distanza dall’autopsia, non siano stati forniti dettagli certi sul modo in cui Ignazio Manca è morto. La procura continua a ripetere che per capire esattamente cosa sia successo nella casa è necessario incrociare i dati dei rilievi scientifici del Ris con quelli del medico legale Roberto Demontis. È quindi probabile che per una soluzione al giallo di via Garibaldi si debba attendere ancora. Lo stesso avvocato Simone Prevete ha rilasciato solo una stringata e formale dichiarazione: «Riteniamo sia doveroso evitare qualsiasi tipo di dichiarazione o fornire indicazioni sull’ispezione del telefonino».

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