«Porteremo la rabbia a Cagliari»

Efisio Sanna, presidente della commissione consiliare, promuove una manifestazione popolare

ORISTANO. «È arrivato il momento di portare la gente a Cagliari, perché se la Regione è sorda nei confronti dei sindaci, non lo sarà quando vedrà protestare sotto il palazzo migliaia di persone». Arriva da Efisio Sanna, capogruppo del Pd in consiglio comunale e presidente della Commissione speciale per la sanità oristanese, la prima reazione al documento di protesta di Emanuele Cera. Il consigliere regionale di Forza Italia, pur facendo parte della coalizione che sostiene la giunta Solinas, ha criticato aspramente il silenzio da parte dell’esecutivo regionale, che a distanza di due settimane dalla manifestazione dei sindaci della provincia che avevano presidiato la 131, ancora non li ha nemmeno convocati per un confronto. Nel frattempo, ha anche disatteso totalmente le aspettative, con l’Ats che ha distribuito i 16 anestesisti neo assunti negli ospedali del Sassarese, ma nessuno per Oristano.

«Questa è la dimostrazione che nella sanità pubblica la politica regionale ha fallito– dice Efisio Sanna–, i sindaci devono cogliere questo segnale e capire che non è questa, evidentemente, la strada da seguire». Non pone l’accento unicamente sulla necessità «di portare la protesta della popolazione a Cagliari, non importa in che modo, magari a piedi, ma va fatto per far capire a chi governa la sanità regionale che a noi non servono riforme amministrative come quella che ha portato ad aumentare il numero delle Assl. Qui servono atti concreti perché i cittadini dell’Oristanese hanno gli stessi diritti di chi abita a Cagliari o a Sassari».

Quindi punta soprattutto sulle proposte: «Per invertire il processo che ha portato a depredare la sanità pubblica dei nostri territori, dobbiamo assolutamente ridisegnare noi, dal basso, la struttura dei nostri servizi sanitari. Tanto – avverte – se non lo faremo noi lo faranno gli altri sulla nostra pelle, com’è già accaduto e sta ancora accadendo». Per il presidente della Commissione comunale straordinaria il primo passo è la nomina di un assessore alla Sanità in ogni Comune: «Non per dotarsi di una figura simbolica – dice – ma per dare concretezza alle rivendicazioni del territorio che deve assolutamente veder restituito ciò che questi anni è stato cancellato, ma avere anche il diritto di compiere le scelte su quella che sarà la sanità dei prossimi anni».

Secondo Efisio Sanna, infatti, l’Oristanese ha necessità di estrema attenzione da parte di chi ha il compito di governare la sanità regionale. Dice: «Questa è la provincia con la popolazione più anziana, ma paradossalmente, per questa fascia d’età i servizi sanitari sono carenti se non addirittura inesistenti – denuncia –. Mi riferisco ai medici di base che ancora mancano in molti paesi, ma anche ad alcuni servizi e reparti ospedalieri che, per il mancato rimpiazzo del personale medico e infermieristico andato in pensione, oggi non riescono a garantire l’assistenza necessaria».

Il riferimento è alla Pneumologia del San Martino: «È inaccettabile che in piena pandemia, proprio questo reparto non sia dotato del personale sufficiente, ma è soltanto uno dei tanti esempi che si possono fare», perché poi ci sono poliambulatori senza specialisti, tanto da costringere i pazienti ad attendere mesi per una visita.

Una battuta infine la riserva anche al caso del punto di primo intervento di Ghilarza: «Che deve essere dotato di personale effettivo e non ricorrendo a medici in affitto, trovata elettorale molto costosa che non risolve i problemi degli abitanti di quella zona che non sono cittadini di serie B». La conclusione la riserva a quelle organizzazioni finora rimaste in silenzio: «Mi riferisco alle associazioni che rappresentano imprenditori, commercianti, professionisti, che non hanno mai detto nulla, quasi che per loro questa sanità vada invece bene».

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