Sanità, la Sardegna centrale si unisce

Il comitato oristanese per la tutela della salute manifesterà accanto ai comitati del Nuorese il 24 settembre

ORISTANO. Sono i comitati dei cittadini a portare per primi a Cagliari la protesta della Sardegna centrale contro i tagli alla sanità pubblica. Sotto il palazzo della Regione, il 24 settembre, accanto ai comitati costituitisi in questi mesi nelle zone interne della provincia di Nuoro, ci sarà anche quello per il diritto alla salute della provincia. Un’adesione alla protesta, che nasce dall’urgenza di ottenere rapide e concrete risposte alla gravissima situazione sanitaria, che ormai interessa l’intera Sardegna centrale, è stata annunciata ieri attraverso un documento che è anche una denuncia per il silenzio delle istituzioni alle continue richieste dei cittadini: «La totale assenza di concrete risposte agli innumerevoli appelli affinché gli annosi problemi della sanità del nostro territorio venissero se non risolti, quantomeno affrontati con serietà, rende palese che non ci sia la volontà politica di porre rimedio a questa situazione gravissima».

Il Comitato della provincia di Oristano non lesina critiche alla politica: «Siamo stufi di politici che promettono durante le campagne elettorali e poi dormono di fronte ai problemi». A Cagliari arriverà quindi la denuncia della gravissima situazione dell’ospedale San Martino di Oristano «Che per carenza di medici, infermieri, tecnici, attrezzature, farmaci non può garantire il diritto alle cure a una popolazione di quasi 170mila persone». Il Comitato ricorda anche il caso delle recenti assunzioni degli anestesisti «tutte assegnate al Nord Sardegna, sono la dimostrazione che le zone centrali sono considerate dai politici che ci governano, figlie di un dio minore». Insomma, secondo il Comitato «Per la politica regionale la nostra isola è rappresentata da una cartina geografica con un buco nero al centro».

Che i tempi della politica siano molto più lenti rispetto all’urgenza delle popolazioni di ottenere risposte concrete, è un dato di fatto. A distanza di tre settimane dal presidio di protesta lungo la 131, l’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, con una telefonata al primo cittadino di Oristano, Andrea Lutzu, ha invitato i sindaci che parteciparono alla manifestazione a un incontro da tenersi a Cagliari. È stato lo stesso Lutzu a comunicarlo nel corso della riunione dei presidentti dei comitati dei Distretti sanitari della provincia. «Sarà l’occasione per affrontare i problemi legati alle vertenze sanitarie del territorio, in particolare, alle carenze della medicina territoriale e del San Martino, come quella degli anestesisti e del Pronto soccorso – chiarisce il comunicato sintesi della riunione –. Restano fermi i propositi dei sindaci di non abbassare la guardia e la volontà di dare vita a ulteriori forme di protesta se non arriveranno, in tempi brevissimi, delle proposte concrete per la soluzione dei problemi». Durante la riunione di giovedì, alla quale hanno partecipato anche il Commissario dell’Assl Francesco Cossu e Luca Pisano per l’Ats, i presidenti hanno anche fissato al 3 settembre la data dell’elezione del rappresentante della presidenza della Conferenza socio-sanitaria della provincia di Oristano, passo che la commissione speciale presieduta dal consigliere Efisio Sanna aveva chiesto diversi mesi fa.

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