Consorzio industriale diffida per il concorso

«Il bando per 17 operai penalizza i lavoratori con contratto a tempo determinato» Cgil, Cisl e Uil parlano di mossa inaspettata dei vertici: «Un atto illegittimo»

ORISTANO. Le proteste erano cadute nel vuoto, ora i sindacati hanno diffidato il Consorzio industriale a revocare immediatamente il concorso per la selezione di 17 operai per l’impianto di smaltimento dei rifiuti di Masangionis. Diffida formalizzata attraverso una raccomandata inviata al Consorzio dall’avvocato Roberto Martani, al quale le segreterie della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil: si sono rivolte, pronte a portare davanti al giudice una vertenza che sta diventando rovente. Nella diffida, l’avvocato Martani definisce l’avviso di selezione «illegittimo». La decisione di assumere 17 nuovi operai per dieci mesi sarebbe infatti in contrasto con l’Accordo di prossimità sui contratti a tempo determinato stipulato dallo stesso Consorzio industriale nel 2019. L’accordo mirava, tra le altre cose, a tutelare la posizione dei lavoratori a tempo determinato che già stanno lavorando presso la piattaforma di Masangionis per la selezione dei materiali plastici, gestita dal Consorzio industriale. L'accordo prevedeva deroghe contrattuali sino al 31 marzo 2024. «E' evidente che l'avviso pubblico di selezione andrà a ledere gli impegni assunti con l'Accordo di prossimità, avendo già il Consorzio a disposizione il personale dipendente da impegnare nelle attività da svolgersi presso l'impianto consortile di trattamento dei rifiuti», si legge nella diffida che segnala anche alcune violazioni del Contratto collettivo nazionale. In un durissimo comunicato, Cgil, Cisl e Uil, fanno una denuncia molto precisa: «Quell’avviso di selezione prevede il divieto di partecipazione da parte di coloro che hanno un contenzioso in corso con il Consorzio. Un fatto gravissimo perché oltre a disincentivare il lavoratore dal chiedere tutela in giudizio, viola persino la Costituzione che stabilisce come tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi». I sindacati temono che dietro ci sia un piano per sostituire gli operai attualmente al lavoro. Annunciano di essere pronti a nuove iniziative di protesta. «Il presidente del Consorzio industriale ci ha presi in giro», dice il segretario della Cgil funzione pubblica, Simone Spahiu, che sta conducendo la vertenza assieme a Michele Zucca della Uil e Salvatore Usai della Cisl. Racconta come fosse già in corso una vertenza per bloccare l’ipotesi paventata dal Consorzio di rivedere il contratto dei 35 precari impiegati nell’impianto di Masangionis. Il contratto era stato firmato nel 2019, quando l’ente era guidato da Massimiliano Daga e sarebbe dovuto scadere a marzo del 2024. «Dopo l’elezione di Nando Faedda, avevamo interrotto la vertenza come atto di cortesia nei confronti del nuovo presidente e in attesa dell’incontro del 3 agosto». Racconta Spahiu. «L’incontro si tiene – prosegue il sindacalista– restiamo d’accordo per rinviare a settembre l’esame delle questioni aperte. Nessuno ci informa di progetti diversi. Il giorno dopo pubblicano l’avviso di selezione».

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