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Oristano

«Sartiglia, allenamenti garantiti»

di Davide Pinna
«Sartiglia, allenamenti garantiti»

Scuderie e rimborsi in arrivo, il sindaco tranquillizza i cavalieri e lavora a recuperare spazi e locali idonei alle prove

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ORISTANO. La Sartiglia è lontana, l’edizione 2022 si terrà il 27 febbraio e il primo marzo. Tuttavia, a sei mesi dalla giostra, le incognite legate al Covid, ai rimborsi dei cavalieri e al problema delle scuderie non permettono di avere certezze su cosa accadrà alla fine del prossimo inverno. La questione più complessa riguarda le scuderie e il Comune punta tutto sull’installazione di strutture temporanee che permettano di affrontare l’edizione 2022, in attesa di una soluzione definitiva dal punto di vista urbanistico al problema degli abusi edilizi. Il tempo però stringe, anche perché il presidente dell’Associazione cavalieri Ignazio Nonnis, a fine giugno, ha detto che le risposte devono arrivare entro settembre, altrimenti anche nel 2022 si rischia di dover rinunciare alla Sartiglia.

Il sindaco e presidente della Fondazione Oristano Andrea Lutzu assicura: «Stiamo già lavorando sulle soluzioni, entro qualche settimana ci sarà un nuovo incontro». Una delle incognite è una variabile indipendente: si tratta dell’evoluzione della pandemia. Impossibile prevedere la condizione sanitaria che si registrerà a febbraio, non resta che sperare nell’efficacia della campagna di vaccinazione e prepararsi a studiare tutte le misure che consentano di svolgere la giostra anche in presenza di restrizioni, cosa che non è accaduta nel 2021, quando la corsa alla stella si è dovuta fermare. Gli altri due elementi sono invece legati a questioni umane ed è dunque possibile trovare una soluzione.

Il primo problema è quello dei rimborsi: nel 2020 la Sartiglia è stata l’unica grande manifestazione storica che si è svolta nell’isola. Il 23 e il 25 febbraio, quando il lontano focolaio di Wuhan si era già trasformato in una preoccupazione globale e i primi casi erano stati registrati a Lodi e Vo’ Euganeo. La città, nonostante non esistesse ancora alcuna misura di prevenzione e distanziamento, ne uscì indenne. A più di un anno di distanza, la Regione non ha ancora versato al Comune il suo contributo, circa 175 mila euro, fondamentale per l’erogazione dei rimborsi ai cavalieri. Lutzu però spiega che i soldi ci sono: «Sono contenuti nella manovra che il Consiglio Regionale sta approvando in questi giorni, purtroppo i tempi non dipendono da noi. E non ci saranno problemi nemmeno per il contributo relativo al 2021». Non resta dunque che aspettare.

Ben più pressante, e per nulla facile da risolvere, la questione delle scuderie. Tante pariglie hanno dovuto demolire, dopo ordinanze e sentenze in merito agli abusi edilizi, e la soluzione del Piano casa, con la possibilità di realizzare box e pagliai anche lotti agricoli superiori ai mille metri quadri, è stata bloccata dal ricorso del governo alla Corte costituzionale che si pronuncerà solo il 19 ottobre. Troppo tardi, i sartiglianti ritirano di norma i cavalli e iniziano l’allenamento già a settembre.

«Risolta la questione dei rimborsi, faremo subito un incontro. Stiamo già ragionando, anche durante il viaggio in Croazia per la creazione della rete “Giostre del Mediterraneo” abbiamo discusso del tema. L’ipotesi resta sempre quella di trovare dei terreni, di proprietà del Comune o di privati disposti a concederli in locazione o comodato gratuito, dove installare nel rispetto delle norme urbanistiche delle strutture temporanee che permettano anche a chi non ha più la scuderia di prepararsi al meglio per la giostra».

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