La Nuova Sardegna

Oristano

Ludopatie, ora è emergenza sociale

di Davide Pinna
Ludopatie, ora è emergenza sociale

Il Serd attiverà una équipe che cercherà di entrare in contatto con gli scommettitori seriali. Le opposizioni all’attacco

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ORISTANO. Il Comune e la Regione si alleano nella lotta contro la ludopatia, ma la minoranza, che nel 2018 aveva chiesto di intervenire sul fenomeno, attacca la giunta: «Ben venga, ma in tre anni non si è fatto niente e questa delibera ancora non basta». Nel 2017, questi gli ultimi dati disponibili, in città furono giocati 28 milioni di euro, per una media pro-capite di 900 euro circa. L'alleanza fra i due enti è stata suggellata da una delibera approvata il 17 agosto su proposta degli assessori ai Servizi sociali e alla Pubblica amministrazione, Massimiliano Sanna e Carmen Murru. L'atto impegna l'amministrazione a sostenere il lavoro portato avanti dall'equipe Gioco d'Azzardo Patologico, di stanza al Ser.D. di via Antonio Casula, che opera all'interno del programma regionale “Non giocarti la vita”. Il ruolo dei servizi sociali del Comune, che conoscono molto bene le situazioni di disagio in città, sarà quello di mettere in contatto i possibili utenti con l'equipe: «Entrare nel gorgo è facile, uscirne è difficile – afferma Carmen Murru – per questo è bene mettersi nelle mani di esperti che, assieme al giocatore, troveranno la strada giusta per liberarsi dalla schiavitù del gioco d’azzardo». Non si punterà solo sul trattamento di chi già vive la dipendenza, ma anche sulla prevenzione. «La scuola è il terreno ideale per diffondere la consapevolezza dei rischi che il gioco d’azzardo comporta – spiega Massimiliano Sanna – e l’idea, nata dagli incontri con le psicologhe dell'equipe Maria Lucia Cogoni e Eleonora Sanna, è quella di organizzare incontri con i giovani finalizzati a far conoscere il fenomeno della dipendenza dal gioco d’azzardo e i pericoli che si celano dietro quello che le pubblicità fanno credere che sia un semplice divertimento, ma che nella realtà si rivelano pozzi senza fondo dove le speranze di facili guadagni si perdono assieme alla serenità». La risposta dell'opposizione è molto tiepida. Nel 2018 furono presentate due mozioni. L'impianto era simile, chiedevano entrambe maggiori controlli e l'istituzione di un regolamento sulle fasce di rispetto per i luoghi di aggregazione, come scuole e luoghi di culto, e di sgravi tributari per le attività che decidessero di rinunciare all'installazione delle slot machines, come già fatto nel 2016 dalla giunta Tendas. «Ogni azione è benvenuta – afferma l'indipendente Francesco Federico -, ma a distanza di tre anni le nostre mozioni, votate anche dalla maggioranza, sono rimaste disattese. Quest'amministrazione persegue sulla strada degli annunci, a cui raramente fanno seguito azioni concrete».

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