La Nuova Sardegna

Oristano

«Piano del verde? Non abbiamo i fondi»

di Davide Pinna
«Piano del verde? Non abbiamo i fondi»

L’assessore Licheri ammette che sulla manutenzione bisogna fare di più «ma dopo aver trovato le risorse necessarie»

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ORISTANO. Per conoscere il destino dei pini di Torregrande bisognerà attendere la pubblicazione del progetto definitivo sul lungomare, che sarà vagliato e approvato dalla Giunta nelle prossime settimane. Quello degli alberi e del verde urbano, in ogni caso, è un dibattito che da sempre coinvolge tanti cittadini, soprattutto quando si interviene per abbattimenti e potature, spesso oggetto di critiche e polemiche. Anche perché la sensibilità delle persone al tema è aumentata negli ultimi anni, grazie anche alle preoccupazioni per il fenomeno dei cambiamenti climatici su scala globale.

Gli ultimi dati ufficiali, per quel che riguarda Oristano, risalgono al 2019 e sono stati pubblicati dall'Istat all'inizio di quest'anno. Il quadro cittadino è quello di una situazione di partenza buona, senza grandi exploit positivi o negativi, in cui però poco si è fatto per aumentare quantità e qualità del patrimonio verde, soprattutto nell'adozione di quegli strumenti amministrativi e normativi pensati per la tutela e l'incremento del verde urbano. Due i grandi polmoni verdi: il primo è la pineta di Torregrande che si estende per circa 100 ettari fra la foce e il porticciolo, l'altro è il compendio forestale di Pabarile, ai piedi del Monte Arci. Si tratta di circa 190 ettari, coltivati perlopiù a eucaliptus, su cui sussiste dal 1939 l'uso civico del legnatico della comunità di Silì. Oristano sconta, nel confronto con gli altri capoluoghi di provincia dell'isola, l'assenza di grandi parchi urbani, come Baddimanna a Sassari o Monte Urpinu a Cagliari. Per questo si ferma a 360 ettari di aree verdi, fra aree protette e verde urbano, contro le cifre a tre zeri di Cagliari, Sassari e Nuoro. Se, contando il verde urbano, le distanze si assottigliano, quando si calcolano i metri quadri di verde a disposizione per ogni abitante Oristano si piazza al secondo posto nell'isola, con 52 metri quadri: la cifra resta sostanzialmente invariata fra 2015 e 2019, ma è ben al di sopra della media italiana di 33 metri quadri. La distribuzione del verde è sbilanciata, rispetto alle medie nazionali: a Oristano il 47 per cento ricade nella categoria del verde attrezzato (parchi con giochi e aree ristoro) – i due parchi più grandi di questo tipo, Santa Petronilla a Donigala e sa Maddalena a Silì sono però chiusi – mentre in Italia ci si ferma al 10 per cento. Manca il verde storico vincolato e scarso è l'apporto dei grandi parchi urbani, mentre è significativa l'estensione delle aree sportive all'aperto. Nel 2011, anno in cui si è svolto l'ultimo censimento, c'erano in città 6 mila alberi, ma la stima dovrebbe essere in difetto. Pochi gli interventi amministrativi: non esistono né il piano né il regolamento del verde, ma nel 2019 si è cominciato a dar seguito alla norma che prevedeva di piantare un albero per ogni nuovo nato con 161 messe a dimora.

Uno strumento molto utile, per verificare annualmente lo stato di salute del verde urbano, sarebbe il bilancio arboreo, obbligatorio per i Comuni sopra i 15 mila abitanti ma inapplicato in quasi tutta Italia e anche a Oristano.

«La città è messa bene per quel che riguarda la superficie verde a disposizione degli abitanti – commenta l'assessore all'Ambiente Gianfranco Licheri – ma certo sulla manutenzione dobbiamo fare qualcosa di più. Sarà importante, in questi mesi, trovare le risorse per assegnare l'incarico di predisposizione del piano del verde, così da intervenire secondo criteri certi e precisi, ma servono 60 mila euro, non è facile».

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