In casa 230 chili di droga, per tre amici c’è il carcere

I carabinieri insospettiti dall’odore di marijuana che usciva dal garage Arrestato il ghilarzese Gianluca Sanna assieme a due amici oristanesi incensurati

MARRUBIU. La versione ufficiale racconta che sia stato l’odore penetrante che usciva da una casa in via Lazio a Marrubiu a mettere sul chi va là i carabinieri. L’alternativa è che i militari della stazione del paese, in collaborazione loro colleghi della Compagnia di Oristano, stessero aspettando da qualche tempo il momento giusto per entrare in azione. Cambia poco, perché l’esito finale del blitz ha portato in carcere tre persone per il possesso di circa 230 chili di marijuana.

Tra loro c’è una vecchia conoscenza delle aule di giustizia: il ghilarzese Gianluca Sanna, 35 anni, domiciliato da tempo a Oristano e diversi guai con la legge alle spalle. Gli altri due fermati sono gli oristanesi Gianluigi Murgia, 33 anni, e Alessandro Murru, 42 anni. Per tutti la contestazione è quella di detenzione di sostanza stupefacente e oggi, nell’interrogatorio di convalida che si terrà, probabilmente oggi, nel carcere di Massama. È lì che da domenica sera sono rinchiusi e ora dovranno provare a dare una spiegazione convincente sul perché avessero tutta quella roba stipata all’interno di un locale. Nella casa di via Lazio, al momento del blitz, il cancello era stato lasciato aperto e la serranda del garage era sollevata.

È proprio lì che i carabinieri sono entrati in azione e, quando hanno fatto irruzione, non hanno avuto difficoltà a notare le 77 buste sigillate attraverso un lavoro di termoriscaldamento e dentro le quali era stata confezionata la droga. Di più per ora gli inquirenti non dicono, ma novità potrebbero scaturire proprio dall’interrogatorio di convalida, qualora i tre, assistiti dagli avvocati Carlo Figus e Antonella Piredda, decidessero di rispondere alle domane del giudice per le indagini preliminari.

Dipenderà dalle strategie processuali, intanto si cerca di capire esattamente che ruolo ricoprisse ciascuno degli arrestati all’interno di quello che il pubblico ministero Sara Ghiani ritiene essere un piccolo sodalizio dedito allo spaccio e con la materia prima già bella e pronta per essere piazzata nel mercato sempre florido dei consumatori dell’Oristanese. Mercato che Gianluca Sanna conosce molto bene. Qualche anno fa era stato arrestato e poi condannato a sei anni e due mesi nell’ambito dell’operazione antidroga denominata Texas Hold ’em che aveva portato alla scoperta nell’estate del 20218 di quella che allora era stata la più grande piantagione di cannabis mai scoperta in Sardegna. Si trovava nelle campagne di Teti e non era l’unica a cui a fare da custode, secondo la sentenza, fu proprio Gianluca Sanna. Altre due erano nel territorio di Oliena e la loro individuazione spianò poi un’autostrada nella successiva inchiesta.

Nel frattempo Gianluca Sanna è più volte passato dalle celle del carcere ai domiciliari per ritrovare poi anche momenti di libertà, come quelli di questi ultimi mesi, dove non avrebbe perso tempo per riannodare i fili slacciati dalle precedenti indagini. Qualche mese fa era stato anche colpito da un provvedimento di sequestro preventivo di numerosi beni immobili e in denaro – il valore stimato è di oltre 200mila euro – emesso dalla Divisione anticrimine della Questura su disposizione del collegio specializzato per le misure di prevenzione del tribunale di Cagliari. La discussione in aula è fissata per il 27 settembre e potrebbe tramutare il sequesto preventivo in confisca dei beni. Nel frattempo però Gianluca Sanna si è concesso questa ulteriore divagazione, stavolta in compagnia di due amici che non hanno avuto grane con la giustizia in precedenza e il cui tenore di vita sarebbe stato da molti apprezzato per via della capacità di spendere per garantirsi piaceri e tanti momenti di svago.

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