Cossu saluta, il nuovo manager è Steri
Ex commissario Ats ora è a capo, per due mesi, della Assl di Oristano. Conosce come pochi il sistema sanitario sardo
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ORISTANO. In attesa dei fatti, bisogna interpretare i segnali. E questi dicono che la Assl di Oristano è stata l’unica in due anni a cambiare per due volte consecutive responsabile. Prima Valentina Marras che sostituiva il dimissionario Mariano Meloni, poi Francesco Cossu che rilevava pochi mesi or sono la stessa Marras. Adesso un nuovo cambio, con l’arrivo di Giorgio Steri. Difficile non pensare alla volontà della giunta regionale di dare un segnale al territorio e alla provincia, rimuovendo chi non era evidentemente ritenuto all’altezza del compito e “inviando” a Oristano chi ha mosso i primi passi da medico proprio in questo territorio è stato a più riprese direttore sanitario della Asl e conosce come le sue tasche questa e altre provincie, da ultimo come commissario, sino allo scorso novembre della stessa Ats. Steri rimarrà in carica come i suoi colleghi (tutti confermati) sino al 31 ottobre, quando dovrebbe completarsi il passaggio dalle Assl alle Asl, e queste potranno riavere autonomia giuridica e finanziaria, pur all’interno di un budget regionale.
La sostituzione di Francesco Cossu diplomaticamente legata alla prossima pensione, vuole però essere anche un segnale dato alle istituzioni locali, sindaci in testa, che le condizioni disastrate della sanità oristanese sono ben conosciute in Regione, visto che la stessa giunta ha deciso di affidarla a chi sino a ieri guidava l’intero sistema sardo.
Ma non basterà una nomina, per quanto prestigiosa e a tempo, ma non è detto che poi non sia Steri a rimanere manager della nuova Asl, a invertire una tendenza di depauperamento umano e strutturale della Assl di Oristano, che risente in maniera ormai patologica della vicinanza della Assl di Sanluri e del vicino ospedale di San Gavino. Questi due mesi saranno decisivi per capire come sarà la futura Asl. Se potrà recuperare quanto le è stato tolto, spesso colpevolmente, altre volte per cause di forza maggiore, sia in termini di servizi che di personale, oppure se l’attuale preoccupante livello di prestazioni diventerà la norma.
Da questo punto di vista la presenza di Steri, al di là della sua vicinanza alla maggioranza di centro-destra e al fatto che viene dato come espressione di Forza Italia (come il suo predecessore) garantisce una autorevolezza e una competenza nella valutazione dei singoli dossier e delle tante emergenze quotidiane necessaria per riportare a un livello decente la sanità oristanese. Perchè questa è la vera posta in gioco. Non la nomina di questo o quel manager, ma il recupero dei servizi di base, di una distribuita presenza di medici di medicina generale, di un livello accettabile di ospedalieri in tutti i reparti, e di una medicina sul territorio degna di questo nome. Riuscirà Steri a fare il miracolo? Lo si vedrà presto.(g.cen.)
La sostituzione di Francesco Cossu diplomaticamente legata alla prossima pensione, vuole però essere anche un segnale dato alle istituzioni locali, sindaci in testa, che le condizioni disastrate della sanità oristanese sono ben conosciute in Regione, visto che la stessa giunta ha deciso di affidarla a chi sino a ieri guidava l’intero sistema sardo.
Ma non basterà una nomina, per quanto prestigiosa e a tempo, ma non è detto che poi non sia Steri a rimanere manager della nuova Asl, a invertire una tendenza di depauperamento umano e strutturale della Assl di Oristano, che risente in maniera ormai patologica della vicinanza della Assl di Sanluri e del vicino ospedale di San Gavino. Questi due mesi saranno decisivi per capire come sarà la futura Asl. Se potrà recuperare quanto le è stato tolto, spesso colpevolmente, altre volte per cause di forza maggiore, sia in termini di servizi che di personale, oppure se l’attuale preoccupante livello di prestazioni diventerà la norma.
Da questo punto di vista la presenza di Steri, al di là della sua vicinanza alla maggioranza di centro-destra e al fatto che viene dato come espressione di Forza Italia (come il suo predecessore) garantisce una autorevolezza e una competenza nella valutazione dei singoli dossier e delle tante emergenze quotidiane necessaria per riportare a un livello decente la sanità oristanese. Perchè questa è la vera posta in gioco. Non la nomina di questo o quel manager, ma il recupero dei servizi di base, di una distribuita presenza di medici di medicina generale, di un livello accettabile di ospedalieri in tutti i reparti, e di una medicina sul territorio degna di questo nome. Riuscirà Steri a fare il miracolo? Lo si vedrà presto.(g.cen.)
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