La statua di San Salvatore arriva al villaggio in auto

Cabras. Festa a metà e senza la Corsa degli Scalzi per via dei problemi sanitari Nel tardo pomeriggio di oggi il simulacro farà ritorno a Santa Maria Assunta

CABRAS. La festa è cancellata, la fede no. L’atto di devozione di Cabras al suo santo si è consumato ieri, non senza qualche contestazione per il mancato svolgimento della Corsa degli Scalzi. Questi però sono i tempi delle restrizioni e la situazione epidemiologica nel paese lagunare non consentiva probabilmente di avere un copione molto differente. L’alba era passata da poco, quando don Giuseppe Sanna ha dato inizio alla messa sul sagrato della chiesa di Santa Maria Assunta, con lo stagno placido a far da contorno e anche da limite oltre il quale rivolgere lo sguardo.

Conclusa la celebrazione, il simulacro di San Salvatore è partito verso il villaggio che porta il suo nome e che delle gesta de is curridoris è l’emblema. Tra loro, gli Scalzi che celebrano da secoli l’antica corsa fatta per salvare proprio la statua del santo dall’arrivo dei mori che, spaventati dalla polvere sollevata dal gruppo, scelsero di rinunciare a una delle loro temute sortite, c’è stato chi ha voluto testimoniare la propria appartenenza e la propria fede indossando la veste bianca.

È stato l’unico modo per regalare una parvenza di festa a quel che festa non era, perché poi il simulacro è stato caricato sul vano di un fuoristrada della compagnia barracellare e trasportato nel villaggio, senza che gli Scalzi potessero sorreggerlo sulle loro spalle e dare inizio alla corsa per le strade, metà asfalto e metà sterrato, che portano a San Salvatore. All’arrivo i celebranti e i fedeli hanno voluto rinnovato l’omaggio e, solo nel momento in cui gli Scalzi l’hanno ricevuto in consegna per esporlo sul palco allestito nella piazza, si è avuto un barlume del grande momento di festa e di fede che da due anni è spezzato per via della necessità di evitare il diffondersi dei contagi. E infatti, anche nel villaggio, l’aria che si respirava era diversa da quella di qualche anno fa. C’è chi non ha rinunciato a riunirsi con familiari e amici nelle casette, nei cortili o nelle stradine di quel luogo in cui l’orologio sembra essere fermo ai secoli passati. Tutto però si è svolto in forma assai limitata e intima rispetto al passato. La prudenza e la necessità di rispettare le limitazioni hanno vinto sulla voglia di allegria, lasciando intatti solo i momenti di riflessione intima.

Oggi peraltro è il giorno in cui la festa conosce il suo culmine. La statua, nel tardo pomeriggio, farà ritorno a Cabras, sempre a bordo del fuoristrada, per ritrovare le mura familiari della chiesa di Santa Maria Assunta, che abitualmente accoglieva gli Scalzi dopo la loro corsa e tantissimi fedeli al rientro di Santu Srabadoi. Oggi si vivrà una nuova giornata insolitamente sotto tono. Restano, e non è poco, gli spunti di riflessione più intimi della festa.

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