In manette i tre scassinatori di Is Aruttas

Giovani giunti da Pistoia arrestati in flagrante dopo l’ennesimo furto alle auto parcheggiate nei pressi della spiaggia

CABRAS. Dalla Toscana a Cabras, da Cabras a Is Aruttas. Mentre tutti avevano occhi solo per il mare e per la preziosa sabbia di quarzo, i tre componenti di una famiglia nomade, erano interessati esclusivamente alle auto parcheggiate nei pressi della spiaggia: uno sguardo dentro per scegliere quella giusta e poi «Ciak, si gira, azione!». Così spaccavano il finestrino oppure, aiutati da un machete, da un cacciavite e da altri arnesi da scasso, forzavano la portiera. L’ultimo atto prima della fuga prevedeva il furto e, nell’area di sosta di Is Aruttas, ne sono stati compiuti ben quattordici nelle ultime settimane.

L’ultimo è però andato male perché sulla via del ritorno, il camper su cui viaggiavano si è trovato davanti una pattuglia dei carabinieri. I militari della stazione lagunare avevano già le antenne dritte, visto il moltiplicarsi di episodi simili, ma sabato pomeriggio erano addirittura in caccia di qualcuno che aveva appena compiuto l’ennesima scorribanda. Due turisti polacchi li avevano allertati perché la loro macchina era stata scassinata. Dall’interno erano stati portati via alcune valigie e borsoni da viaggio con tutto il contenuto, per lo più abbigliamento.

I carabinieri hanno iniziato la loro perlustrazione che ha avuto buon esito quando hanno incrociato un camper che già da qualche stavano tenendo d’occhio. A bordo c’erano Gimmy, Elvira e Alexandra – di cognome fanno tutti Alilovic – che, giunti da Pistoia, erano ospiti a Cabras a casa della madre. I militari hanno perquisito il camper e hanno subito trovato qualcosa di interessante come un machete di 42 centimetri, un cacciavite e altri attrezzi utili per scassinare, ad esempio, le auto. A quel punto li hanno portati in caserma e poi hanno proseguito la perquisizione. Sono saltati fuori i borsoni rubati ai turisti polacchi, telefonini, pc, oggetti di elettronica e refurtiva riconducibile ai colpi dei giorni precedenti.

La situazione a quel punto era già complicata, ma è peggiorata nel momento in cui i due turisti polacchi hanno riconosciuto le loro valigie. Inevitabile è scattato per tutti e tre l’arresto in flagranza, oltre alla denuncia per la detenzione degli oggetti da scasso considerati armi improprie e per altri due furti messi a segno sempre nel parcheggio di Is Aruttas. I tre ragazzi hanno indicato poi il cespuglio in cui avevano abbandonato un altro borsone rubato sempre sabato. Dopo due giorni ai domiciliari, ieri sono stati condotti in tribunale per il processo per direttissima, dove la giudice Elisa Marras, dopo aver convalidato l’arresto su richiesta del pubblico ministero Andrea Chelo, ha poi imposto a tutti il divieto di dimora in Sardegna. Il processo sarà celebrato l’11 ottobre, dopo che l’avvocato Ignazio Ballai ha chiesto i termini a difesa.

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