Oristano, parla la farmacista che ha aiutato la giovane vittima dell'orco

"Ricordo tutti i particolari. La richiesta della mascherina 1522 è un messaggio in codice di chi vuol far sapere che è vittima di violenza di genere"

ORISTANO. Parla la farmacista che qualche mese fa ha raccolto la richiesta d’aiuto della diciassettenne che per cinque anni, dal 2016 al 2020, avrebbe subito le violenze sessuali da parte di un parente e amico di famiglia che spesso l’aveva in custodia e le dava accoglienza nella sua casa.

"Mi ricordo tutti i dettagli. Del resto come potrei dimenticarli? Solo una cosa, stranamente, non ricordo bene, il viso di quella ragazzina che, assieme all’amica si è avvicinata al bancone chiedendomi la mascherina 1522,il messaggio in codice con cui segnalare violenze di genere, e io, incredula, ho a mia volta chiesto che ripetessero quanto avevano appena detto. Nell’istante in cui l’hanno fatto, ho avuto la conferma che avevano bisogno di aiuto e di protezione da qualcuno che stava usando violenza verso una di loro".

Da qualche giorno il sessantenne sotto accusa, che è assistito dall’avvocato Gianfranco Siuni, è in carcere per gli abusi commessi in seguito all’ordine di custodia cautelare richiesto dal pubblico ministero Silvia Mascia e poi accordato dalla giudice per le indagini preliminari Federica Fulgheri.

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