Lingua blu anche a Oristano centinaia i capi sequestrati

ORISTANO. Scoppia anche a Oristano l'emergenza lingua blu che preoccupa da settimane il mondo dell'allevamento ovino in Sardegna, tanto che negli ultimi giorni il sindaco Andrea Lutzu ha dovuto...

ORISTANO. Scoppia anche a Oristano l'emergenza lingua blu che preoccupa da settimane il mondo dell'allevamento ovino in Sardegna, tanto che negli ultimi giorni il sindaco Andrea Lutzu ha dovuto emettere ben tredici ordinanze per cercare di evitarne e limitarne la diffusione. Gli allevamenti coinvolti sono appunto tredici, tutti all'interno del territorio comunale di Oristano. Le ordinanze sono scaturite dalle segnalazioni della Assl, che nelle scorse settimane ha svolto i controlli negli allevamenti ovini del territorio comunale, in merito alla presenza di capi infetti. La prima conseguenza obbligata è il sequestro dei tredici allevamenti, con lo scopo di bloccare ogni movimento di pecore in entrate e in uscita. La custodia viene comunque affidata al pastore, che potrà movimentare gli animali senza sintomi clinici dopo aver ricevuto il via libera dell'azienda sanitaria. C'è poi la raccomandazione, qualora sia possibile, di trasferire gli animali in locali protetti dagli attacchi dei moscerini che trasportano il virus, che operano soprattutto dal tramonto all'alba. Inoltre gli allevatori dovranno bonificare gli ambienti e, se necessario, irrorare gli animali con farmaci insetticidi o repellenti. Il problema più grosso, però, è quello dello smaltimento delle carcasse degli animali morti o abbattuti per malattia. Teoricamente andrebbero trasferiti in un centro di smaltimento autorizzato, su mezzi a tenuta stagna e disinfettati. Nei fatti, è molto difficile che si riesca a rispettare queste procedure. Così, gli allevatori possono sotterrare le carcasse in loco, ma seguendo determinate regole. Devono registrare tutti i dati, realizzare la fossa lontano da pozzi o sorgenti, fuori dalla portata degli animali carnivori e onnivori. Per accelerare la decomposizione, si consiglia agli allevatori di sotterrare insieme alle carcasse uno strato di paglia e di letame e di ricoprire il fondo e i lati della fossa con calce viva e soda caustica.(dav.pi.)

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