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Oristano

Piazza Manno, presto l’ultimo via libera

di Davide Pinna
Piazza Manno, presto l’ultimo via libera

Le mura medievali, previste, conosciute e messe in conto economico, non dovrebbero complicare l’inizio dei lavori

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ORISTANO. Il tesoro archeologico nel cuore della città non sarà ancora disvelato, ma non per mancanza di volontà politica, quanto piuttosto per lungaggini burocratiche e verifiche sul campo.

Difficilmente i lavori cominceranno quest'anno, più probabilmente bisognerà attendere i primi mesi del 2022 e coordinare la presenza del cantiere con le necessità organizzative della Sartiglia, di cui però ancora non si conoscono le modalità di svolgimento.

Intanto però, e già questa è una buona notizia, l'iter burocratico per il progetto, atteso e contestato, di riqualificazione dell’intera piazza Manno va avanti e l'assessore all'Urbanistica Gianfranco Licheri spiega che ormai il più è fatto.

«Il progetto definitivo dovrebbe ricevere il via libera definitivo tra fine ottobre e inizio novembre». L'amministrazione, che ai primi di aprile aveva dato il via libera al progetto di fattibilità, l'ha già visionato e nei giorni scorsi dei tecnici sono stati visti svolgere rilievi e misurazioni nel lato della piazza adiacente l'ex carcere e reggia giudicale.

«Ora il progetto andrà in conferenza dei servizi – spiega Licheri –, a cui prenderanno parte tutti gli enti competenti, come la soprintendenza e l'ufficio paesaggio».

La conferenza dei servizi sarà indetta nelle prossime settimane e l'istruttoria, durante la quale arriveranno i pareri dei vari enti coinvolti, durerà sessanta giorni.

Determinanti saranno le posizioni della Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio, dato che quasi sicuramente durante gli scavi di sistemazione della piazza verranno fuori elementi architettonici di epoche antiche e questo fatto potrebbe comportare difficoltà e ritardi.

Che questi elementi ci siano, è un dato di fatto: vent'anni fa si svolse una campagna di scavi archeologici diretta da Momo Zucca, Donatella Mureddu e Piergiorgio Scano.

Si trovò un tratto di mura, ma si decise saggiamente di coprirlo con un telo e seppellirlo con uno strato di sabbia, prima che gli archeologi avessero il tempo di scavare integralmente le fondamenta della torre di San Filippo e di Port'a Mari: c'erano da fare i lavori di sistemazione della piazza e la politica locale aveva fretta.

In occasione di quei lavori si sarebbe dovuto decidere il destino dei resti, ma alla fine la decisione fu rinviata ad un secondo momento che, però, non arrivò mai.

Ora, con i lavori imminenti potrebbe essere arrivato, anche se numerosi cittadini e l'associazione Oristano Nascosta hanno criticato il progetto, accusandolo di non valorizzare per nulla ciò che sta nel sottosuolo.

«Abbiamo avuto un incontro a Cagliari con la Soprintendenza – spiega Licheri – in cui è emersa la loro piena disponibilità a consentire lo svolgimento dei lavori. Siamo entrambi d'accordo sul fatto che si deciderà in itinere come tutelare, studiare e valorizzare gli eventuali ritrovamenti, senza interrompere i lavori di riqualificazione di una piazza che al momento è impresentabile. Per questo nel quadro economico stanzieremo una cifra dedicata a tutela e valorizzazione delle opere ritrovate, che potrà aumentare o diminuire a seconda delle necessità».

Il progetto da un milione e mezzo di euro è stato affidato all'architetta fiorentina Piera Bongiorni, la cui proposta fu scelta fra le altre ventitré che presero parte al concorso di idee indetto dal Comune.

Il progetto prevede una pavimentazione di colore diverso a indicare la presenza di vestigia e contrafforti sottostanti. Ma non è escluso che in fase di rielaborazione del progetto stesso possa prendere nuovamente corpo l’ipotesi di rendere visibili le mura usando in alcuni punti come pavimento il cristallo.

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