La Nuova Sardegna

Oristano

«Il tampone non è valido» e la visita al padre salta

di Michela Cuccu
«Il tampone non è valido» e la visita al padre salta

Una coppia di Ales respinta al Policlinico nonostante il test fatto al San Martino L’ospedale di Monserrato non consente l’accesso a chi esegue l’esame altrove

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ORISTANO. Volevano andare a trovare in ospedale l’anziano genitore, ricoverato in seguito a un intervento chirurgico. Quando però sono arrivati al reparto di Cardiologia del Policlinico di Monserrato gli è stato negato l’ingresso: il tampone molecolare, con risultato negativo, che avevano fatto all’ospedale San Martino di Oristano, per la struttura universitaria non è valido. Così sabato scorso, fratello e sorella che risiedono ad Ales, comprensibilmente delusi, hanno dovuto far ritorno a casa, senza nemmeno poter vedere il proprio padre.

A raccontare la loro disavventura è Marco Efisio Pisanu, marito di uno dei protagonisti di questa vicenda, in effetti, piuttosto amara e anche un po’ sorprendente: «Al Policlinico di Monserrato riconoscono la validità dei tamponi solamente se eseguiti nella loro struttura. Sembra assurdo, eppure un tampone molecolare fatto in una struttura pubblica, appunto l’ospedale di Oristano, non viene riconosciuto da un’altra struttura sanitaria, analogamente pubblica. Mi sembra che la burocrazia in questo caso abbia oltrepassato ogni limite».

Le difficoltà sono ancora più evidenti se si prendono in considerazione le distanze da percorrere per raggiungere l’ospedale. «Noi abitiamo a circa 80 chilometri da Monserrato. Secondo il Policlinico, mia moglie e mio cognato sarebbero dovuti andare nella loro struttura a fare il tampone, attendere l’esito, e ci vogliono almeno 10 o 12 ore, e poi, finalmente entrare a far visita al padre. L’alternativa sarebbe stata rientrare a casa senza eseguire il tampone e il giorno dopo mettersi nuovamente in viaggio verso Monserrato per raggiungere il Policlinico, sottoporsi stavolta al tampone, rientrare a casa e ripartire dopo un altro giorno alla volta di Monserrato».

Marco Efisio Pisanu, infermiere professionale, dipendente dell’Assl di Oristano, è anche delegato sindacale Cisl all’interno della stessa azienda sanitaria. Spiega di aver deciso di rendere pubblica la disavventura vissuta, loro malgrado, dalla moglie e dal fratello di lei, da comune cittadino, ma anche in quanto sindacalista: «Il mio obiettivo non è certo quello di polemizzare, ma cercare di evitare che in futuro accadano situazioni analoghe, con conseguenti disagi per i familiari e per gli stessi pazienti. Provate ad immaginare poi quanto ancora maggiore sia il disagio quando a esser sottoposti a queste procedure sono anziani. Tutto questo mi pare eccessivo».

Negli ultimi tempi sono state tante le proteste dei familiari che per far visita a parenti ricoverati in strutture sanitarie, devono, anche se vaccinati e dunque dotati di green pass, comunque esibire il risultato di un tampone molecolare fatto a proprie spese, entro le 72 ore precedenti. Marco Efisio Pisanu però non contesta la disposizione, dettata dalla necessità di proteggere dal rischio di contagio i degenti. La speranza è che l’Ats o l’assessorato regionale alla Sanità intervengano per trovare una soluzione tale da non costringere chi deve andare a fare visita ai pazienti a fare avanti e indietro per mezza Sardegna, perché un ospedale pubblico considera validi esclusivamente i test molecolari eseguiti al suo interno e rifiuta tutti gli altri anche se fatti in una struttura pubblica.

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