Tamponi al Policlinico, ora si cambia

Dopo le proteste di alcuni parenti respinti, si allargano i criteri di validità

ALES. «Sono validi tutti i tamponi molecolari eseguiti nelle strutture sanitarie accreditate». Le parole usate non saranno le stesse, ma è questo il senso della circolare interna diramata dal dottor Ferdinando Coghe direttore sanitario del Policlinico di Monserrato. All’indomani della protesta del sindacalista della Cisl che aveva denunciato come la struttura universitaria non avesse considerato validi i tamponi eseguiti all’ospedale San Martino, il Policlinico è infatti corso ai ripari. Marco Efisio Pisanu, assistente amministrativo della Assl di Oristano aveva raccontato su La Nuova della disavventura della moglie e del cognato. Fratello e sorella erano partiti da Ales per far visita all’anziano padre, ricoverato nel reparto di Cardiologia del Policlinico, dove era stato operato. Il giorno prima, all’ospedale di Oristano, il più vicino per loro, residenti in Alta Marmilla, e si erano sottoposti al tampone molecolare, indispensabile per chiunque, anche se già vaccinato e dotato di green pass, voglia accedere in una struttura sanitaria per far visita ad un degente. Ma arrivati all’ingresso della struttura, sono stati rimandati indietro. Preoccupati per non aver potuto vedere il padre, hanno fatto rientro ad Ales e arrivati a casa, hanno raccontato ai familiari della loro disavventura. «Gli hanno detto che i test molecolari non erano validi perché dovevano essere fatti nel laboratorio del Policlinico e non altrove», aveva riferito Pisanu che subito dopo aver parlato con la moglie aveva chiamato il giornale per denunciare l’accaduto. «Non è ammissibile che una struttura sanitaria pubblica non riconosca la validità di analisi eseguite in un’altra struttura pubblica» aveva dichiarato Pisanu. Il giorno successivo alla pubblicazione dell’articolo, è lo stesso direttore sanitario del Policlinico a telefonare alla moglie di Pisanu. «Si è scusato, spiegando che si era trattato di un errore – racconta il marito – tanto è vero che il giorno stesso lei e il fratello sono partiti per Monserrato e hanno potuto finalmente far visita al padre». Poi aggiunge: «Il problema è stato risolto grazie al tempestivo intervento del dottor Ferdinando Coghe. Ovviamente il mio intento non era certo di scatenare polemiche: semplicemente, come ho sempre detto, mi sono attivato da cittadino ma anche da sindacalista, per evitare anche per il futuro, disagi ad altre persone come quelli subiti da mia moglie e mio cognato». (m.c.)

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