Medici in affitto anche al San Martino
di Michela Cuccu
Opereranno al Pronto Soccorso ma solo per i casi meno gravi. Una scelta costosa che non trova nessun sostenitore
2 MINUTI DI LETTURA
ORISTANO. Arrivano i rinforzi, ma solo per tre mesi e con mansioni per così dire “limitate”. Da lunedì, al Pronto soccorso del San Martino inizieranno ad operare i cosiddetti “medici in affitto”. Affiancheranno i sei medici del reparto, ma non si occuperanno delle emergenze gravi. Esattamente come già avviene al Delogu di Ghilarza, non essendo specializzati in medicina d’emergenza, dovranno trattare unicamente i casi meno gravi, quelli che nel gergo tecnico vengono definiti “codici bianchi e verdi”. Soluzione non definitiva: il loro contratto scadrà infatti il 10 gennaio, dopodi chè, l’azienda sanitaria deciderà se proseguire con questa formula a meno che nel frattempo non arrivino nuovi specialisti a rimpolpare l’organico del reparto letteralmente ridotto all’osso. Che al Pronto soccorso del San Martino, ancor prima della pandemia, l’emergenza dal punto di vista della scarsezza numerica di personale sia un problema grave, è noto a tutti. Non è un caso che negli ultimi mesi per poter garantire ai sei medici titolari riposi e ferie, siano stati assegnati altri due medici, uno del 118, l’altro specializzando in urologia. La loro permanenza nel reparto però sta per terminare. A questo punto la Assl, che inizialmente, attraverso un contestatissimo (anche con diffide da parte dei sindacati) ordine di servizio aveva cercato di inviare a turno medici degli altri reparti, ha rotto gli indugi, decidendo di applicare anche a Oristano il “modello Ghilarza”. Infatti, sarà sempre la società Mst group di Vicenza, a reperire i medici per garantire in questi tre mesi la copertura dei turni. Un’operazione, che il commissario straordinario Gorgio Steri, esattamente come aveva fatto chi lo aveva preceduto, quando a maggio si partì da Ghilarza, ha motivato con la difficoltà di trovare medici specialisti da poter assumere. Del resto, il Pronto soccorso ha più di una volta rischiato di chiudere per mancanza di medici per coprire i turni di lavoro e non è raro che anche di recente, di notte in reparto ci sia solo un medico al lavoro. L’operazione “medici in affitto” costerà in questa seconda tranche (che comprende anche il proseguimento del servizio fino a gennaio per Ghilarza), poco più di 345 mila euro, che aggiunti a quanto già speso per il punto di primo accesso del Delogu, superano i 712 mila euro. Costi elevati che rappresentano soltanto una delle critiche mosse dai sindacati e dallo stesso Ordine dei medici, ai quali vanno aggiunti comitati dei cittadini ed anche da una parte della politica, che ritengono questa la soluzione meno adatta a garantire i livelli di assistenza previsti per un Dea di primo livello, con il rischio di un declassamento dell’ospedale di Oristano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
