Quattro tartarughe ritrovano il mare
di Paolo Camedda
Liberate nelle acque di San Giovanni di Sinis dopo le cure al Centro di recupero
2 MINUTI DI LETTURA
CABRAS. Nella tarda mattinata di ieri la spiaggia di San Giovanni di Sinis è stato teatro di un evento scientifico di portata internazionale. Gli specialisti del CReS, il Centro di Recupero del Sinis, dopo averle curate, alimentate e fatte pienamente ristabilire, hanno infatti liberato in mare quattro esemplari di tartarughe caretta caretta, due dei quali, una femmina a cui è stato dato il nome di Genoveffa e un maschio adulto che è stato ribattezzato Gavino, erano stati sequestrati dalle autorità nel 2011 ad un acquario di Alghero, dov’erano detenute da oltre dieci anni in condizioni drammatiche.
Al momento del sequestro, effettuato dai carabinieri forestali del Nucleo Cites di Cagliari, le due tartarughe si presentavano in grave stato di salute e in condizione di malnutrizione. Consegnate al Centro di recupero del Sinis, sono state curate all’interno di quest’ultimo fino al rilascio di ieri mattina, insieme ad altri due esemplari femmina, Elettra e Azzurra.
Numerose le autorità presenti: il direttore dell’Area Marina protetta Penisola del Sinis Isola di Mal di Ventre, Massimo Marras, il sindaco di Cabras Andrea Abis, e diversi componenti della giunta, l'assessora regionale all’Industria Anita Pili, il prefetto di Oristano Fabrizio Stelo, il comandante della Capitaneria di Porto di Oristano, Matteo Gragnani, e gli stessi carabinieri del nucleo Cites di Cagliari che avevano avuto il nullaosta del ministero della Transizione ecologica. Al rilascio dei quattro esemplari hanno inoltre collaborato i volontari di Sea Scout.
A fare da madrina all’evento è stata Licia Colò, nota conduttrice televisiva di programmi di successo a tema ambientale e autrice di libri sugli animali e la natura. Verso l’una si è proceduto al rilascio degli esemplari di caretta caretta nella spiaggia che resta sulla destra rispetto al Centro di recupero del Sinis. Gli specialisti del CReS e i volontari hanno portato le tartarughe all’interno di ampie bacinelle bianche, per poi liberarle sul bagnasciuga, da dove si sono poi avventurate in mare aperto. Ognuno dei quattro esemplari è stato dotato di un rilevatore gps per il monitoraggio degli spostamenti, dando così seguito al progetto coordinato dal dottor Andrea De Lucia del Cnr e cofinanziato dalla Regione tramite la Rete per la fauna marina. L’evento è avvenuto davanti ad un’ampia presenza di pubblico, che non ha nascosto la propria emozione. Tra gli spettatori c’erano anche i bambini della scuola elementare di Cabras.
Al momento del sequestro, effettuato dai carabinieri forestali del Nucleo Cites di Cagliari, le due tartarughe si presentavano in grave stato di salute e in condizione di malnutrizione. Consegnate al Centro di recupero del Sinis, sono state curate all’interno di quest’ultimo fino al rilascio di ieri mattina, insieme ad altri due esemplari femmina, Elettra e Azzurra.
Numerose le autorità presenti: il direttore dell’Area Marina protetta Penisola del Sinis Isola di Mal di Ventre, Massimo Marras, il sindaco di Cabras Andrea Abis, e diversi componenti della giunta, l'assessora regionale all’Industria Anita Pili, il prefetto di Oristano Fabrizio Stelo, il comandante della Capitaneria di Porto di Oristano, Matteo Gragnani, e gli stessi carabinieri del nucleo Cites di Cagliari che avevano avuto il nullaosta del ministero della Transizione ecologica. Al rilascio dei quattro esemplari hanno inoltre collaborato i volontari di Sea Scout.
A fare da madrina all’evento è stata Licia Colò, nota conduttrice televisiva di programmi di successo a tema ambientale e autrice di libri sugli animali e la natura. Verso l’una si è proceduto al rilascio degli esemplari di caretta caretta nella spiaggia che resta sulla destra rispetto al Centro di recupero del Sinis. Gli specialisti del CReS e i volontari hanno portato le tartarughe all’interno di ampie bacinelle bianche, per poi liberarle sul bagnasciuga, da dove si sono poi avventurate in mare aperto. Ognuno dei quattro esemplari è stato dotato di un rilevatore gps per il monitoraggio degli spostamenti, dando così seguito al progetto coordinato dal dottor Andrea De Lucia del Cnr e cofinanziato dalla Regione tramite la Rete per la fauna marina. L’evento è avvenuto davanti ad un’ampia presenza di pubblico, che non ha nascosto la propria emozione. Tra gli spettatori c’erano anche i bambini della scuola elementare di Cabras.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
