Arrivano i Costruttori di stelle

Prima mostra nel restaurato edificio del Foro Boario: espongono artisti di fama internazionale

ORISTANO. Si intitola “Costruttori di stelle” la bella mostra a che da domani sino al 20 marzo sarà ospitata nei locali del vecchio mercato del bestiame, ormai restaurato. Il titolo, a Oristano, non può che portare alla mente la Sartiglia, ma la connessione è sfumata in un contesto di ampio respiro. «Il tema della stella è caro agli oristanesi, ma anche agli artisti – spiega la curatrice Bianca Laura Petretto –. Gli artisti che ospitiamo non si sono mai parlati fra loro, ma nei loro percorsi hanno pensato a tematiche universali, il rapporto fra il cielo e la terra e quindi il rapporto con la divinità e con la natura. Ma questo rapporto emerge anche nella Sartiglia, quando i cavalieri, misteriosamente mascherati, brandendo su stoccu guidati dal coraggio e dalla maestria, infilzano le stelle. Rappresentano il buon raccolto e sono un simbolo di abbondanza e di buona fortuna».

Se la giostra equestre è uno strumento che rafforza il senso di appartenenza alla comunità cittadina, l’arte fa lo stesso in una comunità universale: «I Costruttori di stelle si sono dati appuntamento al Foro Boario di Oristano. Un luogo che rappresenta la festa, lo scambio, antico mercato del bestiame, dove ciascuno porta la sua mercanzia pregiata». La mostra è ambiziosa e Bianca Laura Petretto non lo nasconde: «Apriamo questo museo di arte contemporanea con una mostra dal carattere volutamente internazionale. Un luogo di incontro per artisti da tutto il mondo, ma anche per i nostri artisti che poi andranno per il mondo».

Le ambizioni sono condivise dall’assessore alla Cultura Massimiliano Sanna: «Come vi avevamo promesso, inauguriamo una mostra splendida, frutto della collaborazione di Bianca Laura Petretto con la Fondazione Oristano e il Comune. Anche se ci troviamo nella periferia est della città, questa struttura può contribuire ad arricchire l’offerta culturale di Oristano. Questa mostra si propone non solo alla città, ma anche alla Sardegna, all’Italia e al mondo. Ringrazio la Fondazione di Sardegna e gli sponsor che hanno contribuito a una spesa importante, che vale appieno l’investimento». Soddisfatto anche il direttore della Fondazione Oristano, Francesco Obino: «Il nostro compito è quello di raccogliere le volontà dell’amministrazione e renderle compiute. Questo progetto è una sfida riuscita».

Ad accogliere i visitatori nella grande sala centrale, le opere di Gigi Rigamonti: quadri neri, le stelle che stanno nel cielo invisibili anche di giorno, e pietre di Gallura colorate. «Pezzi di stelle di un milione di anni fa – spiega Rigamonti –. Sono molto contento di partecipare a questa mostra e dare qualcosa indietro alla Sardegna che mi ispira quotidianamente». Gli altri artisti coinvolti sono il giapponese Araki Inumaru, che congiunge le tecniche nipponiche tradizionali con sperimentazioni contemporanee bruciando le tele con la luce del sole; il fotografo tedesco Hans Georg Berger, con le sue fotografie sviluppate su lastre d'argento che raccontano il percorso di crescita di un giovane monaco buddista del Laos. Ci sono poi i quadri del cileno Alejandro Robles, che dipingono il mondo visto dalla prospettiva di una stella, a metà fra la sperimentazione grafica e la pittura, le installazioni dei francesi Jean Claude Borowiak e Evelyne Galinski, con quest'ultima che presenta anche le sue sculture, e le opere dell’olandese Tineke Smith, che racconta con un percorso di ossidiana il viaggio di una civiltà aliena alla scoperta della Terra.

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