Sette anni di immobilismo ora i soldi non bastano più

Ancora bloccati i lavori di adeguamento dell’ingresso sud del capoluogo Il prezziario è stato aggiornato e i costi sono lievitati di un milione e mezzo

ORISTANO. Il costo dei sette anni di ritardi nell’avvio dei lavori di rifacimento della provinciale 56 fra Santa Giusta e Oristano non è rappresentato solo dai disagi dei fruitori di uno dei principali ingressi del capoluogo. Ha, anzi, un valore materiale ben preciso, quantificabile in circa un milione e mezzo di euro: non proprio spiccioli. Lo studio di fattibilità che aveva portato al finanziamento regionale da 3 milioni e mezzo stanziato nel 2013, infatti, si basava su un prezziario regionale che nel frattempo è stato aggiornato, ovviamente al rialzo.

Ora i soldi non bastano più, e il Consorzio Industriale ha già chiesto alla Regione di aggiungere il milione e mezzo necessario a coprire la differenza. L’ha spiegato il sindaco Lutzu, rispondendo all’interpellanza presentata dai consiglieri di centrosinistra Efisio Sanna, Maria Obinu e Francesco Federico. Storia travagliata, quella del progetto, che comincia nel 2010 e ha una svolta decisiva nel 2013, quando Cagliari mette a disposizione della Provincia, titolare della strada, i 3 milioni e mezzo necessari ai lavori. L’ente locale però resta inerte e la Regione decide di affidare l’esecuzione dei lavori all’Anas, che non si distingue dal proprio predecessore. Alla fine, dopo quattro anni buttati al vento, si fa avanti il Consorzio Industriale, che è particolarmente interessato alla scorrevolezza della principale via di accesso all’area dei suoi insediamenti.

Nel settembre 2019 il Consorzio aggiudica la progettazione, ma finora non ci sono state novità e tanto meno lavori. Di questi ritardi hanno chiesto conto al sindaco i consiglieri di minoranza: il Comune è infatti socio al 31 per cento del Consorzio. Lutzu ha spiegato che il Consorzio si è mosso fin da subito, senza perdere tempo, anzi anticipando alcune procedure prima di avere la certezza del finanziamento, comunicata dalla Provincia solo ad agosto del 2019. «Il Consorzio si è mosso immediatamente per affidare la progettazione e ha seguito costantemente la pratica negli ultimi due anni, ma l’emergenza sanitaria che rendeva impossibili i sopralluoghi e i problemi legati all’aggiornamento di uno studio di fattibilità risalente al 2013 hanno allungato i tempi. Alla fine, dopo aver già comunicato in passato che i costi sarebbero saliti per l’aggiornamento dei prezzi, i progettisti hanno presentato il cosiddetto preliminare, che però valeva 5 milioni. Il Consorzio non può aggiudicare lavori per cui non ha i soldi, così a settembre è stato richiesto alla Regione un ulteriore finanziamento da 1 milione e 600mila euro. Intanto è stata inviato alla Provincia lo stralcio da 3 milioni e mezzo, che nel frattempo andrà avanti».

Scarsa soddisfazione da parte dell’opposizione: «Sette anni sono troppi e, se le responsabilità di Anas e Provincia sono fuori discussione, il Comune non ha fatto le giuste sollecitazioni sul Consorzio per accelerare i tempi negli ultimi due anni. Fatto grave, perché è un dovere di questo ente stimolare l’azione degli enti partecipati» ha replicato Efisio Sanna.

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