Aveva 80 chili di cannabis, terzo arresto a Zerfaliu

Nuovo blitz della polizia: l’operazione è legata a quella di pochi giorni fa È la nona persona a finire in manette nelle ultime settimane in provincia

ZERFALIU. Sembra una pesca a strascico. Uno dopo l’altro cadono nella rete i coltivatori di cannabis. La maggior parte finge di coltivare quella legale, ma, quando scattano i controlli, si scopre che il principio attivo è altissimo e allora scattano anche le manette. Dopo il blitz della polizia di qualche giorno fa, al termine del quale erano finiti dietro le sbarre due amici di Bono con coltivazione e lavorazione a Zerfaliu, la Squadra mobile è entrata nuovamente in azione nelle campagne del paese e ha arrestato una terza persona. Stavolta non arriva da lontano, ma è un agricoltore locale che con sé aveva qualcosa di poco voluminoso, ma alquanto ingombrante: un’ottantina di chili di marijuana.

Niente piante, quella sequestrata era sostanza già essiccata, quindi pronta per lo spaccio. Così, ancora una volta, è scattato l’arresto con l’udienza di convalida che si terrà oggi davanti alla giudice per le udienze preliminari Silvia Palmas e al pubblico ministero Valerio Bagattini. Anche il terzo uomo della piccola impresa agricola campidanese – è difeso dall’avvocato Antonello Casula – rischia di trovarsi di fronte a un provvedimento di custodia cautelare in carcere, sorte che era toccata anche ai due amici di Bono, a cui erano state sequestrate tremila piante in fase di trattamento e 450 chili di cannabis già essiccata e messa da parte per finire nel mercato dello stupefacente.

I due interventi con i conseguenti sequestri dello stupefacente sembrano infatti essere collegati: i due amici di Bono avevano preso in affitto il campo e un locale dove conservare e lavorare la marijuana proprio a Zerfaliu e avrebbero poi trovato fertile collaborazione nell’agricoltore locale. Al termine dell’udienza di convalida si capiranno meglio i contorni della vicenda, che comunque appare non molto dissimile alle precedenti di queste ultime settimane. I sequestri erano iniziati in un casolare nelle campagne di Marrubiu, poi erano proseguiti in un terreno di Santa Giusta, quindi i poliziotti si erano spostati più a nord arrivando per l’appunto a Zerfaliu con la doppia operazione. Nel giro di due settimane, la Squadra mobile ha sequestrato oltre 12mila piante ancora da lavorare e circa 11 quintali di marijuana già lavorata. Una stima ufficiale di quanto avrebbe potuto fruttare il raccolto è impossibile da fare perché bisogna tenere conto di variazioni di prezzo dall’ingrosso alla vendita al dettaglio, ma non si corre certo il rischio di esagerare se si arriva a un totale di almeno 5 milioni e mezzo di valore della droga sequestrata.

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